Magazine prova
15/09/2011
Tamron 18-270 mm F/3.5-6.3 Di II VC PZD
Tamron 18-270: la prova dell'obiettivo più versatile
Di Aldo Ascenti
Sul Web €490 a €600, disponibile per Nikon, Canon e Sony

I pro:- Straordinariamente versatile
- Nitido al centro
- Stabilizzatore efficace
- Assenza di fringing
- Prezzo contenuto
I contro:- Costruzione economica
- Deriva dello zoom
- Resa ottica incostante
- No override AF
- Luminosità modesta da 100 mm in su
Table of Contents:
- Tamron 18-270: la prova dell'obiettivo più versatile
- Caratteristiche a confronto
- Lo stabilizzatore
- Distorsione
- Macro
- Vignettatura
- Risoluzione
- Bokeh
- Scatti di esempio
- Conclusioni

Per questo hanno successo, anche per le reflex più tradizionali, obiettivi davvero tuttofare, capaci di sostituire da soli un'intera borsa piena di lenti, pur con inevitabili compromessi in termini di qualità. Appartengono a queta categoria il Nikkor 18-200 mm VR II, l'analogo Canon 18-200 IS, il Sigma 18-250 e ora questo Tamron 18-270 mm F/3.5-6.3 Di II PZD VC, che detiene al momento il record di escursione focale per questo segmento di mercato ed è disponibile con attacco Canon, Nikon o Sony.
Tutte queste ottiche, per assicurare la massima versatilità nel minimo ingombro, scacrificano luminosità, specie in tele, e coerenza dei risultati alle diverse focali, ma consentono di viaggiare leggeri adattandosi praticamente a qualsiasi inquadratura. Per questo hanno detrattori ed estimatori più o meno in egual misura.
Le foto che seguono rendono però l'idea di quale escursione focale sia ottenibile con il Tamron accoppiato a un sensore Aps-C.

Tamron 18-270 a 18 mm su Nikon D7000, equivalenti a 27 mm.
L'area in rosso indica la zona oggetto dello scatto in tele successivo.

Stesso scatto con focale a 270 mm, equivalenti a 405 mm
COM'É FATTO - Oggetto complesso questo Tamron 18-270 PZD, con ben 16 elementi ottici in 13 gruppi, a partire da un elemento frontale che non ruota e accetta filtri da 62mm. Il tutto infilato in uno stanttuffo a tre stadi che per contenere il peso in appena 450 grammi (!) è completamente in plastica, con la sola baionetta dell'attacco realizzata in metallo. All'interno stabilizzatore VC disinseribile e un nuovo motore di autofocus ultrasonico. Non c'è l'override manuale per la messa a fuoco, e per sbloccare l'apposita ghiera è necessario agire sul comando presente sul barilotto.
Come accade talvolta con ottiche così leggere ma con pesanti elementi frontali, il Tamron PZD è affetto da una marcata deriva dello zoom, che tenendo la fotocamera in posizione verticale, soprattutto a focali non estreme, talvolta sale o scende da solo seguendo la forza di gravità. Per evitare che si muova durante il trasporto c'è una provvidenziale levetta che lo tiene fisso in posizione di massimo grandangolo.
L'aspetto è serio, con aree gommate sulle ghiere ben sagomate, ma la scelta dei materiali porta a una sensazione al tatto inevitabilmente cheap, quanto e forse più degli obiettivi Nikon e Canon di primo equipaggiamento. L'attacco a baionetta è privo di guarnizioni contro polvere o umidità.

Il Tamron si apre a tre stadi e raggiunge i 175 mm senza paraluce
ERGONOMIA E INGOMBRI - Da chiuso non arriva a 9 centimetri, ma aperto, senza paraluce, supera i 17. Il peso decisamente contenuto lo rende comunque estremamente portatile, ben bilanciato anche su fotocamere leggere, come la Nikon D5100 o la Canon 600D. La ghiera dello zoom ha dimensioni più che adeguate e un buon grip, ma il movimento risulta piuttosto contrastato e disomogeneo, rendendo quasi impossibile usarla durante le riprese video, se non si vogliono filmati da mal di mare. La regolazione della messa a fuoco manuale richiede di agire sul pulsante di sblocco, altrimenti la ghiera resta solidale al motorino e non si muove. Una serigrafia con indicazioni in metri e in piedi aiuta a intuire la distanza del soggetto. La messa a fuoco manuale con il 18-270 Tamron non è comunque un'impresa semplice: il movimeto della ghiera è troppo leggero e basta poco per fare errori, inoltre l'intera escursione della messa a fuoco si concentra in meno di un quarto di giro, limitando la precisione.

La baionetta è in metallo, ma priva di guarnizioni
RUMORE E VELOCITA' - Il nuovo motore Piezo ultrasonico di Tamron rende questo obiettivo più veloce e silenzioso dei suoi predecessori. Il risultato su corpo Nikon è più che soddisfacente, anche se qualche incertezza in condizioni di luce difficili va messa in conto. La velocità e la precisione, sebbene migliorate, restano comunque leggermente inferiori a quanto ottenibile con una lente Nikkor DX, specie spingendo il Tamron agli estremi del suo range focale. Se l'autofocus è adeguatamente silenzioso, il sistema di riduzione delle vibrazioni, quando attivato, si fa sentire con un leggero miagolio, che inevitabilmente viene catturato dal microfono interno della fotocamera in caso di riprese filmate.
Per quanto riguarda la luminosità, la tabella di seguito mostra il massimo e minimo diaframma alle diverse focali:
| Focale | Diaframma min | Diaframma max |
| 18 mm | 3.5 | 22 |
| 35 mm | 4.5 | 29 |
| 50 mm | 5 | 32 |
| 70 mm | 5.6 | 36 |
| 100 mm | 6 | 36 |
| 200 mm | 6.3 | 40 |
| 270 mm | 6.3 | 40 |
Si può notare come la velocità dell'obiettivo decresca molto rapidamente al crescere della focale. Per un confronto il Nikon 18-200 VR II a 100 mm consente un'apertura massima di 5.3. Da questo valore di focale in su le prestazioni velocistiche del Tamron però non decadono ulteriormente in modo significativo fino al massimo tele.
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Una bellissima prova di 29 settembre 2011 h:08:39
Una bellissima prova di questo obiettivo, mi ha chiarito molti aspetti, infatti ero rimasto molto sorpreso dalla sua esagerata versatilità e prezzo abbastanza contenuto.
P.s. sono molto curioso di vedere il seguito delle prove sulla Nikon D7000.
Grazie ed ancora complimenti
Iscritto dal 23 agosto 2011
Ottima prova davvero.. Molto 29 settembre 2011 h:10:18
Ottima prova davvero.. Molto utile e ben dettagliata..
Iscritto dal 10 settembre 2011
me lo sono fatto. Che dire 20 febbraio 2012 h:21:05
me lo sono fatto.
Che dire ..ottimo nella sua versatilita, veloce - ottimo lo stabilizzatore che ti permette di lavorare molto bene a mano libera .Non posso esprimermi sulla qualita ...del resto non puoi avere tutto .
Qui una macchina, un obbiettivo..e tanta voglia di sbizzarirsi.
Una nota negativa ...sull'uso del polarizzatore: diciamo che dopo la focale 135/150 si nota una difficolta di messa a fuoco percio meglio levarlo....
Iscritto dal 03 febbraio 2012