Magazine prova
15/08/2011
Sony Alpha SLT-A55VL
Sony A55: la prova completa e i segreti della tecnologia Translucent
Di Aldo Ascenti
Web: €700 solo corpo, €750-800 in kit con 18-55, €950 in kit con 18-55 e 55-200

I pro:- Nitidezza elevata anche con l'ottica in kit
- Fulminea nelle raffiche
- Dimensioni compatte
- AF veloce anche durante i filmati
- Stabilizzatore efficace
- Gps e controllo flash wireless integrati
I contro:- Display e mirino in formato 16:9, poco adatto alle foto 3:2
- Tendenza a sovraesporre e a contrasti troppo elevati
- Evf inferiore ad alcuni concorrenti
- Poco controllo nei video
- Scarsa autonomia della batteria
- Manca la seconda rotella e qualche tasto utile
Table of Contents:
- Sony A55: la prova completa e i segreti della tecnologia Translucent
- Caratteristiche a confronto
- Com'è fatta
- Comandi e menu
- Live view e video
- Tempi e prestazioni
- Dimensione file
- L'obbiettivo in kit: Sony DT 18-55 mm F3.5-5.6 SAM
- Risoluzione
- Colore
- Rumore
- Concorrenti a confronto
- Foto di esempio
- Conclusioni

COME FUNZIONA - Questa Alpha A55 rappresenta un bell'esempio di ricerca tecnologica targata Sony. Introdotta sul mercato nell'estate del 2010, è un concentrato di idee innovative che non hanno eguali nel settore. Prima di tutto non è una SLR, single lens reflex, ma una SLT, ovvero single lens translucent. In parole povere questo vuol dire che la luce proveniente dall'obiettivo, ovviamente intercambiabile, raggiunge uno specchio fisso semitrasparente. Una parte della luce (circa il 70%) raggiunge il sensore, il resto rimbalza verso gli elementi (15) dell'autofocus a rilevazione di fase, veloce e preciso come quello di qualunque reflex, che può essere usato anche mentre si catturano i filmati. Non c'è quindi alcun pentaprisma e il mirino è un Evf. Ovviamente questo comporta una certa perdita di luminisità rispetto a una reflex tradizionale, quantificabile nell'ordine di 1/3 di stop. Nulla di grave dunque.

Il percorso della luce nelle SLT Sony
C'ERA UNA VOLTA LA PELLIX - La soluzione dello specchio fisso non è una novità assoluta per i veterani del mondo della fotografia. Era già stata sperimentata da Canon con la sua Pellix nel lontanissimo 1965, alla ricerca di una maggior velocità di raffica e di un sistema meccanico più affidabile. Il sistema è stato poi abbandonato perché a fronte di innegabili vantaggi rendeva meno luminosa e definita l'immagine nel mirino. Per questo Sony ha scelto di dotare le sue SLT di un mirino elettronico, che sfrutta direttamente l'immagine catturata dal sensore.

Lo specchio semitrasparente della Canon Pellix
TRANSLUCENT: VANTAGGI E SVANTAGGI - Come ogni tecnologia di nuova introduzione, bisogna fare il conto delle migliorie introdotte e anche di ciò a cui si deve rinunciare. Il primo pregio dello specchio fisso è la riduzione della complessità meccanica e ottica, che comporta maggiore affidabilità e ingombri più contenuti per il corpo macchina. Per questo a parità di prezzo, le SLT come la A55 sono decisamente più veloci nella raffica delle concorrenti tradizionali, che devono gestire un elemento in movimento in più. Si passa così dai 10 fps della A55 ai 3-4 delle Canon 550D e Nikon D5100 o ai 6 della ben più cara Nikon D7000. Altro vantaggio unico, cui abbiamo già accennato, è la possibilità di usare sempre con piena efficacia i sensori a rilevazione di fase del sistema di messa a fuoco a 15 punti, anche in live view e durante le riprese video.
Per contro la A55 non ha un mirino ottico, e guardando nell'oculare si ottengono le stesse informazioni visibili nel display, e questo per molti non rappresenta un vantaggio, specie se si è abituati ai luminosi pentaprisma dei modelli semi-professionali.

Rispetto alla Canon 600D (a sinistra) la Sony A55 è più compatta in larghezza e altezza, mentre non cambia la profondità dell'impugnatura.
LE DIMENSIONI CONTANO - Grazie alla sua tecnologia la Alpha A55 è tra le reflex più compatte della categoria. Pesa circa 500 grammi compresa la batteria e sfrutta ottiche compatte, non appesantite dallo stabilizzatore, che si trova direttamente sul supporto del sensore. Le dimensioni sono quelle di una reflex tradizionale entry level, o di una bridge importante, mentre le carattristiche tecniche sono degne di una semi professionale. Naturalmente ingombri così ridotti hanno portato a qualche compromesso in termini di ergonomia.

La Sony A55 è più bassa di una Canon 600D ma la profondità dell'impugnatura è perfino maggiore, assicurando una presa comoda.
Magazine
MAGAZINE
Stando ai rumors, ci sarebbe dietro le quinte una... »
Magazine
ULTIME DEL FORUM
Volevo chiedere se era possibile la sostituzione di »
Come molti sapranno Giovedì 16/02/2012 c'è stata la »
Lezioni di fotografia
LEZIONI DI FOTOGRAFIA
Continuiamo a parlare di esposizione: vediamo una »
Mostre ed eventi
MOSTRE ED EVENTI
Un ciclo di incontri alla Fondazione Forma: >>
Sponsorizzato da Nikon, il concorso Fiof Awards 2012 >>








