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16/12/2011
“Soldi facili con la fotografia”
Di Giulio Mandara
Il sito The Consumerist propone alcune idee semplici per arrotondare gli stipendi per il periodo delle festività: vendere roba usata, disegni o piccoli oggetti per cinque dollari, e tra gli altri “diventare fotografo”. Idea semplice: proporsi agli amici interssati a farsi fare un ritratto o che prendono parte ad eventi, gratis, e poi vendere loro le foto. E già mette le mani avanti: “i veri fotografi diranno che la perseveranza conta quanto l'abilità per fare un buon lavoro”. Ma è così semplice fare soldi con le fotografie? Mica tanto.
COMMENTI IRONICI - Già al post sono arrivati commenti ironici: diventare fotografo prendendo una fotocamera sarebbe come prendere un martello e diventare un appaltatore o uno sturalavandini per diventare idraulico. E c'è chi fa notare come, soprattutto per le foto del giorno del matrimonio, molte coppie hanno ingaggiato amikci comuni come fotografi improvvisati, ritrovandosi poi un “album” assolutamente deludente (ne abbiamo visto un esempio qui). E poi ci sono diversi altri punti importanti. Qualcuno darà anche due euro per una singola foto, ma ricavarci cifre per arrotondare uno stipendio è un'altra cosa.

Ammesso che sia facile fare una buona foto (ormai a un medio livello con gli strumenti tecnici tutti siamo capaci) prima e dopo lo scatto ci sono una serie di regole che nessun manuale per fotocamera insegna.
La proposta rischierebbe di trasfomare chiunque in un fotografo professionista a buon mercato, che “stressa” amici e parenti, online e offline, per convincerli a farsi fotografare. E poi gli esempi sono mal postI. Se si fa un ritratto e riesce male, il “cliente” si rivolgerà a un altro, per qunato riguarda gli eventi, per vendere le foto bisogna rispettare una serie di regole; se si fanno errrori (foto troppo piccole o fuori fuoco) l'evento non si può riptere.
NON SOLO LO SCATTO - Se si rompe la fotocamera o ha problemi, il vero professionista ha l'attrezzatura di riserva e l'asicurazione, il fotogtafo improvvisato no. Poi bisogna fare un contratto per tutelare gli interessi di entrambe le parti, avere un sito web su cui caricare le foto e tanto altro. Abbiamo visto che la giornata del fotografo professionista è occupata, percentualemnte, solo in piccola parte dal momento della ripresa.
C'è poi una questione etica. Il professionista improvvisato rischia di rubare il mestiere a quello vero, e poi altro è arrtondare altro far quadrare un bilancio. E un lavoro raffazzonato può portare un sacco di guai e rovinare la propria reputazione come fotografi.
Fonte: Popphoto
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