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Libri fotografici

Le foto recenti di Ljubodrag Andric

Di Giulio Mandara

Presentata alla Galleria Carla Sozzani "Ljubodrag Andric, Works 2008 – 2016", prima monografia dedicata al fotografo serbo, edita da Skira. Alcune opere sono esposte alla libreria della Galleria fino a domenica 29 maggio, all'Università Bocconi, e presto a Venezia e alla Triennale di Milano

LA PRIMA MONOGRAFIA SU ANDRIC - Il 25 maggio alla Galleria Carla Sozzani (Milano) è stato presentato il volume Ljubodrag AndricWorks 2008 – 2016, pubblicato da Skira e dedicato al lavoro più recente dell'artista serbo. Il libro è del 2016, edizione inglese con inserto testi in italiano, formato 29.5 x 27 cm, 176 pagine, 109 colori, cartonato, prezzo 64 Euro, curato da Demetrio Paparoni, saggista e curatore di mostre d'arte contemporanea. Si tratta della prima monografia dedicata a Ljubodrag Andric, e anche della sua prima esposizione in Italia.

LE FOTO IN MOSTRA - Alcune fotografie di Ljubodrag Andric sono attualmente esposte nella libreria della Galleria dove si è tenuto l'incontro (ma lo saranno solo fino a domenica 29), e altre, dieci opere, sono esposte fino al 12 dicembre all'Università Bocconi, sempre a Milano, alla Bocconi Art Gallery. Come ha spiegato il professor Severino Salvemini, che insegna appunto in Bocconi, l'idea iniziale era di esporre un'opera sola, ma il lavoro di Ljubodrag è piaciuto tanto che si è voluta allargare la mostra a un intero progetto.
Le foto di Andric saranno esposte anche alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia, dal 25 luglio al 2 ottobre e alla Triennale di Milano dal 2 agosto al 25 settembre.

LA PRESENTAZIONE - Alla presentazione del libro sono intervenuti, con Andric, Paparoni, Salvemini, il poeta e scrittore Aldo Nove e William Ewing, curatore dei progetti editoriali di Thames & Hudson.

ANDRIC RACCONTA IL PROPRIO LAVORO - Abbiamo definito Andric artista e non fotografo semplicemente, perché la sua opera, al primo impatto, somiglia di più a quella di un pittore, e lo stesso curatore si occupa di mostre d'arte, di opere esposte in gallerie dove si trovano anche quadri.
È lo stesso Ljubodrag che, sollecitato dalle domande di Paparoni, spiega (parlando benissimo in italiano) come per lui la fotografia sia solo un punto di partenza per il suo lavoro. La sua non è un'immagine che fissa l'istante, che coglie quello che avviene. I suoi soggetti sono dei muri che però, per come lui li riprende e li lavora – soprattutto cercando di ricreare la luce reale, risultato sempre difficile da ottenere – sembrano opere d'arte pittorica astratta.
Gli artisti a cui Paparoni avvicina Ljubodrag sono Luigi Ghirri tra i fotografi e Giorgio Morandi tra i pittori. Andric spiega che fotografa ciò che lo colpisce, ma quando ha la luce giusta: a volte è tornato più volte sul posto (che non si riconosce e non è citato nella didascalia) per ottenere l'immagine che voleva. Poi certo la lavora al computer.
Quando un'immagine è finita? Quando acquista una vita propria indipendentemente dal soggetto di partenza, e non ci si stanca di guardarla. La geometria evidente nelle fotografie di Andric è un limite, una costrizione iniziale nella quale potesi muovere. E la vera sfida è recuperare la luce della scena lavorando sul colore. Mentre l'inquadratura è quella iniziale, le foto di Andric non sono mai composte o modificate dal punto di vista spaziale. E ancora: tutti gli elementi che ci sono sono ugualmente importanti, a differenza di quello che solitamente avviene nelle istantanee, dove c'è un soggetto principale e lo sfondo conta di meno, se non addirittura è casuale.


Ljubodrag Andric (a destra) e Demetrio Paparoni alla presentazione del libro

 

ALL'OPPOSTO DEL MOMENTO DECISIVO - Anche William Ewing (autore nel libro di un'intervista a Ljubodrag) coglie come le sue fotografie stiano all'opposto del “momento decisivo” (tipico dello stile di Henri Cartier-Bresson), e cita come riferimento artistico Yves Klein e il movimento del Color Field. Tra gli altri artisti, il pittore inglese del Seicento Robert Walker.
Conferma Andric che nelle sue opere c'è una sorta di sospensione del tempo, e per certi versi ogni immagine ha bisogno di tempi suoi per essere completata, per arrivare a vivere di vita propria. Paparoni ne nota la razionalità, l'importanza dell'elemento geometrico, e chiede se e come torni la parte emotiva. Questa c'è, ma ci si arriva per via razionale, non direttamente.

MURI O FINESTRE? - Nel suo intervento conclusivo Aldo Nove (arrivato purtroppo in chiusura d'incontro a causa di un imprevisto) ha letto una parte del suo contributo nel libro e ha riflettuto sul valore dei muri di Ljubodrag Andric. Muri che sono anche finestre, ma che rimandano ad altri muri, rimandano ai limiti mai completamente superabili.
Insomma, sono tante le suggestioni offerte dalle fotografie apparentemente semplici di Andric, e sono fotografie in cui ognuno può vedere qualcosa di diverso, a seconda del proprio pensiero. E osservandoli nel tempo si possono cogliere anche aspetti nuovi e diversi, qualcosa di diverso da quello che ci si aspetterebbe di vedere.

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