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18/11/2011
Sulla mirrorless Fujifilm un CMOS “organico” che sfida i full frame
Di Giulio Mandara
LA SFIDA DEI SENSORI - Una delle sfide della fotografia digitale, su cui lavorano i produttori di fotocamere, è quella della qualità d'immagine ottenibile dai sensori in condizioni di luce difficili. Più il sensore è grande maggiore è la sensibilità reale e quindi la qualità d'immagine ottenibile senza alzare troppo la sensibilità equivalente ISO che porta con sé l'amplificazione del disturbo digitale e quindi una progressiva degradazione della qualità d'immagine. Gli interventi di riduzione via software comunque portano un deterioramento, più o meno, della qualità.
La scelta quindi è tra sensori piccoli (e quindi macchine più piccole) ma meno sensibili, e sensori più grandi su macchine più grandi. Ora si cerca la soluzione di compromesso.
FUJIFILM: IL CMOS “ORGANICO” Ecco che allora diventa interessante la notizia che la nuova mirrorless Fujililm LX potrebbe adottare un rivoluzionario sensore CMOS “organico”, cioè con uno sottile strato organico per la conversione del segnale fotoelettrico collocato sopra lo strato di lettura del segnale, come mostra lo schema qui sotto.

Un sensore a cui Fujifilm sarebbe al lavoro da 5-6 anni e il cui scopo sarebbe appunto quello di ottenere una qualità d'immagine paragonabile con quella dei sensori full frame delle reflex proprio i condizioni di luce scarsa, pur essendo più piccolo e quindi con fotodiodi più piccoli e meno sensibili.
La Fujifilm LX sarebbe quindi la prima ad adottare questo nuovo sensore, che sarebbe ancora del formato APS-C, permettendo alla fotocamera di mantenere le dimensioni simili a quelle della X100 (mentre altre voci ipotizzavano che la stessa LX sarebbe una full frame, ma l'ipotesi pare meno probabile).
BRAND SPECIALIZZATO - Del resto Fujifilm ha sempre puntato molto sulla qualità d'immagine, la sensibilità dei sensori, e soprattutto alle prestazioni in luce scarsa: basti pensare al Super CCD con i pixel a nido d'ape e divisi tra fotodiodi ad alta e bassa sensibilità, poi alla tecnologia del sensore EXR a sensibilità variabile, all'introduzione dei filtri che imitano i vari tipi di pellicole, alla sensibilità estesa, ai programmi di scatto per la ripresa in scarsa luce senza flash.
MIRINO OTTICO O IBRIDO? - Resta aperto anche il dubbio se la LX avrà il rivoluzionario mirino ibrido della X100 o, come dice un'atra fonte, solo un mirino ottico. In particolare nella prima ipotesi, la LX potrebbe essere la vera novità Fujifilm a cui la X100 e la versione semplificata X10 hanno fatto da apripista, come una sorta di test per il mercato. E visto il successo della X100, che ha venduto 70.000 esemplari in 6 mesi e potrebbe arrivare a 100.000 per la fine dell'anno, forse il mirino ibrido sarebbe il caso di mantenerlo.
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