Magazine approfondimento
05/12/2011
Passione fotografica
Di Giulio Mandara
BAGNO DI FOLLA - La sensazione, dopo una giornata passata tra i padigiioni di Fotografica 2011, è che la fotografia sia una passione che non accenna a diminuire, ma anzi, contagia sempre più persone, di tutte le età. Rispetto agli anni scorsi sono stati scelti spazi più ampi (dalla Fondazione Forma alla Torneria di via Tortona) e ci volevano tutti per ospitare le tante persone che hanno preso parte alle mostre gratuite, ai workshop tecnici proposti dal personale Canon, agli incontri di con i grandi fotografi e personaggi del mondo dello spettacolo e del cinema.

OTTICHE CREATIVE - Per esempio, andando a conoscere più da vicino gli obiettivi, con Andrea Benedetti, sull'uso degli obiettivi, alla scoperta di che cos'è e come si legge uno schema MTF, che ci dice quanto un obiettivo è capace di distinguere i dettagli ma anche quanto contrasto otterremo, dal centro ai bordi. Oppure come si posssa sfruttare in modo creativo il gioco tra la distanza fisica dal soggetto e l'escursione focale dello zoom, ottenendo un diverso schiacciamento dei piani prospettici e quindi un diverso effetto di coinvolgimento dello spettatore nella scena a seconda di come viene ripresa.

Andrea Benedetti illustra l'elaborazione di una foto fatta con un'ottica Fisheye e il software Canon
O ancora, che un obiettivo Fisheye, oltre a offire un angolo di campo di 180 gradi altrimenti impossibile da ottenere, può essere utilizzato per altri tipi di ripresa semplicemente correggendo la distorsione. Oppure, che per corrreggere il micromosso bisogna tenere conto anche della risoluzione del sensore, perché più sono piccoli i fotodiodi, più la probabilità che un oggetto ripreso "passi" da un pixel all'altro aumenta. Per cui non basta scattare con la regola dei tempi ungale a 1/focale impostata, ma occorre ridurre ulteriormente il tempo di scatto, anche di 4 volte.
I SEGRETI DELLA 1Dx - Dal punto di vista delle novità di prodotto, una delle più attese era senz'altro la reflex top di gamma. La nuovissima Canon Eos 1Dx è stata illustrata da Elisa Targer. Arriverà ad aprile sul mercato, ed è stata pensata come sostituta delle due attuali 1D Mark IV e 1Ds. Motivo: con questa macchina Canon non ha puntato sulla risoluzione – i suoi 18 Megapixel sono più che sufficienti per le stampe anche di grande formato – ma sulla possibilità di sfruttarla davvero, ed è riuscita a mettere insieme dimensione delle immagini e velocità di ripresa, mentre prima utilizzava due serie distinte privilegiando una o l'altra. Il formato APS-H, dedicato alla fotografia sportiva, quindi, sparisce. Oltre a quello che già sapevamo abbiamo scoperto altri segreti della 1Dx.

È stato annullato il gap tra i fotodiodi riducendo al minimo la circuitazione attorno ai pixel e migliorando quindi la sensibilità reale. C'è un processore Digic IV dedicato alla misurazione esposimetrica, 4 tasti anteriori personalizzabili, il Face Detection, un sistema AF a 61 punti che consente di mettere a fuoco nei punti periferici senza spostare la macchina. C'è l'esposizione multipla sullo stesso fotogramma, che però salva anche i Jpeg separati consentendo di utilizzarli in postproduzione se il risultato dell'esposizione multipla non è stato soddisfacente. La costruzione e distribuzione dei pulsanti è stata progettata per l'uso anche in ambienti difficili – e quindi per esempio per quando si usano i guanti - e in modo da evitare i rumori che venivano registrati assieme ai filmati Full-HD. Quanto a questi, è stata superata la limitazione dei 4 GB perché i diversi spezzoni realizzati dalla macchina vengono combinati. Mentre sono stati “tagliati” tutti i rumors sulla 5D Mark III: per tutto il 2012 la 5D Mark II non sarà sostituita.
CULTURA FOTOGRAFICA - Fotografica è anche cultura della fotografia: interessante, per esempio, la conferenza dal titolo “Autenticamente falso”, proposta da Maurizio Rebuzzini: l'importanza di cogliere il momento decisivo dell'azione (vedi la famosa “Dietro Gare St. Lazare" di Henri Cartier-Bresson), ma anche come la foto che istintivamnte consideriamo “vera” è stata in realtà alterata e diffusa per fini propagandistici: per esempio quella dei marines americani a Iwo Jima (qui sotto) è una posa ricostruita. Come pure la prima foto con un soggetto umano presente, un lustrascarpe, realizzata da Daguerre, è un “falso” perché la persona non era lì di passaggio, ma era stata messa in posa per 20 minuti (situazione assolutamente irrealistica per un'azione del genere) perché il fotogramma si potesse imprimere.

La foto ufficiale dei marines a Iwo Jima (a sinistra) e quella originale (a destra)
Numerose le mostre, come quella dedicata ai 150 anni dell'unità d'Italia realizzata dai ragazzi delle scuole medie in Lombardia (qui sotto), che tutti potevano votare, alla giornata degli italiani ("Un giorno nella vita dell'Italia") ripresi dai grandi fotografi per Sette, allo spazio “area Shooting" dove provare fotocamere e obiettivi.

Insomma, anche se qualche momento può essere rivisto online, partecipare è un'altra cosa.
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