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Adobe Lightroom 3.2

Come funziona Lightroom 3.2

Di Francesco Colferai

Muoviamo i primi passi con Lightroom 3.2, la nuova versione del software di Adobe per la gestione del flusso di lavoro dei fotografi. Analizziamo i nuovi strumenti anche per capire se conviene l'upgrade dalla 2.7 e quali problemi di compatibilità comporta.

Muoviamo i primi passi con Lightroom 3.2, la nuova versione del software di Adobe per la gestione del flusso di lavoro dei fotografi. Analizziamo i nuovi strumenti anche per capire se conviene l'upgrade dalla 2.7 e quali problemi di compatibilità comporta.

Se state leggendo questa recensione probabilmente sapete già di cosa stiamo palando. Lightroom, come dice il nome (“Camera chiara”), è l'equivalente digitale della buona vecchia camera oscura, un luogo insomma dove possiamo liberamente “sviluppare” le nostre foto scattate in formato RAW. Che è una sorta di negativo elettronico, supportato nelle sue tante varianti, dai famosi CR2 e NEF di Canon e Nikon fino al DNG, standard open proposto dalla stessa Adobe, di cui parleremo più avanti. Ovviamente il software include anche il supporto per le JPG, ma con questo formato non è possibile apprezzare al massimo le potenzialità del prodotto, rivolto principalmente all’utente esperto o professionale.

Interfaccia
L'interfaccia della release 3 rimane fedele alla versione precedente, pulita e ben curata, con un breve tutorial che ci accoglie automaticamente dopo il primo avvio, riassumendoci brevemente i comandi principali e la struttura del software. La finestra principale è suddivisa in cinque grandi aree che rappresentano il classico flusso di lavoro in ambito fotografico, ovvero “Libreria”, “Sviluppo”, “Presentazione”, “Stampa” e “Web”. Tutte queste sezioni sono accessibili sia dalla barra superiore, sia, come imparerete presto, tramite delle comodissime scorciatoie da tastiera.

Ogni area di Lightroom sebbene svolga funzioni completamente diverse è equalmente divisa in 5 sezioni: questo permette di abituarsi velocemente diventando quindi subito produttivi. Il maggior pregio di questo software infatti è la velocità: A differenza di Photoshop, non necessita di intense giornate di studio prima di poter raggiungere un livello adeguato; addirittura, dopo un solo giorno di pratica e senza leggere manuali si può tranquillamente arrivare ad un uso medio/avanzato del prodotto.

Il pannello superiore è dedicato al flusso di lavoro: presenta quindi le diverse sezioni disponibili e delle barre di stato che indicano l’andamento delle attività di export o modifica; quello inferiore invece ci permette di accedere in ogni momento alle foto del catalogo; mentre a destra e sinistra troviamo risppettivamente le impostazioni (che ovviamente cambiano a seconda della sezione in cui ci si trova) e la parte per la gestione dei preset e della libreria. Tutti questi menu possono essere nascosti per lasciare più spazio all’immagine, in particolare, i due laterali possono passare da visibili a invisibili semplicemente premendo il comodissimo tasto “tab”.


Sotto sotto c'è Camera Raw

Le macchine fotografiche dalla fascia medio-alta in su dispongono generalmente di due formati per il salvataggio delle foto, il JPG e il RAW. Quest’ultimo formato ha spesso richieste esose in ambito di spazio sulla nostra memoria e non è compatibile come il buon vecchio JPG (ad esempio non potete aspettarvi che la vostra tv legga un RAW su una memoria USB) ma è comunque molto usato soprattutto tra i professionisti. Come mai?

I file JPG occupano relativamente poco spazio per la loro natura “lossy”, ovvero a seguito della rimozione di alcune informazioni poco visibili a occhio nudo durante la conversione; i JPG inoltre possiedono una profondità colore di soli 8 bit, ben quattro/sei volte inferiore a quella espressa dai vari formati RAW (a 12 o 14 bit); questa differenza è difficilmente notabile ad occhio nudo ma svolge un ruolo fondamentale durante la post produzione al computer.

I file RAW sono quasi sempre formati proprietari (a parte il DNG inventato da Adobe) dove viene salvato il dato grezzo così come viene recepito dal sensore, tutta la post produzione comunemente svolta dall’elettronica della macchina fotografica (bilanciamento del bianco, compressione, decodifica e molto altro) viene demandata alla post produzione. Questo chiaramente implica del lavoro, ma permette di sfruttare al massimo la foto grazie all’enorme differenza di potenza di calcolo tra un PC e il processore di una fotocamera.

CameraRAW è il cuore di Lightroom, e permette la decodifica della maggior parte dei RAW esistenti sul mercato oltre che la conversione allo standard DNG creato da Adobe. Questo formato consente di modificare i propri file anche su software più vecchi che non supportano direttamente la nostra macchina fotografica; tuttavia, sebbene prometta di mantenere tutte le informazioni dell’originale, rimane poco usato per la paura di molti di perdere qualche informazione durante la conversione.

Lightroom può essere visto come una sorta di interfaccia a CameraRAW: questo permette un' integrazione completa con tutti i software che si appoggiano su di esso: primo fra tutti Photoshop, che interpreterà alla perfezione ogni modifica effettuata in Lightroom consentendovi di concentrarvi sulle modifiche possibili solo con il software di fotoritocco (filtri, controllo colore avanzato, cloning avanzato e altro). Una volta salvata l’immagine in PSD (il formato di Photoshop) verrà automaticamente catalogata a fianco della precedente, rendendo il tutto molto chiaro.

Come vedremo in seguito, dal punto di vista della qualità l’ultima release, la 6.2, ha fatto grandi passi in avanti, diventando probabilmente il miglior RAW processor in circolazione. I maggiori avversari come Aperture, Bibble, Capture One e DxO hanno ciascuno qualche peculiarità che li rende leggermente superiori in certe aree ma alla fine, nel complesso, il software di Adobe è quello che dà i migliori risultati. Dai nostri test solo Capture One è riuscito a tenere testa a Lightroom nella gestione del rumore, mentre nella gamma cromatica e nella capacità di correggere i difetti DxO ha ancora qualche (lieve) margine ma probabilmente verrà colmato a breve nei prossimi aggiornamenti.

 

Adobe Lightroom 3.2
Prezzo:
Giudizio:
9/10

I pro:
  • Probabilmente il miglior RAW processor in circolazione
  • Facile da usare, relativamente leggero e veloce
  • Compatibilità totale con Photoshop
  • Funzionalità di export molto avanzate e buon supporto per i social network
I contro:
  • Il sistema di tagging potrebbe essere migliorato
  • Manca il Face Detection ormai comune in altri software come Aperture
  • Il supporto per la geolocalizzazione è molto limitato
  • Mancano i plugin “non distruttivi” per la parte di editing

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