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6 antenati per tutti gli obiettivi

Di Giulio Mandara

Per quanto complessi, gli schemi ottici di tutti gli obiettivi oggi in uso sulle fotocamere derivano da pochi tipi base realizzati quasi tutti all'inizio del Novecento Vediamo perché e quali sono i modelli principali

Scorrendo la descrizione degli obiettivi, in particolare dello schema ottico, si ha la sensazione che si somiglino un po' tutti. E non è un caso: chi li disegna non parte da zero, ma dagli schemi esistenti, con lo scopo di correggerne il più possibile i difetti. Anche per le ottiche vale la legge darwiniana della sopravvivenza del più adatto: i modelli più riusciti vengono ripresi, copiati e modificati all'infinito, gli altri vengono abbandonati.

Peraltro alcuni schemi ottici sono stati scoperti ancora prima dell'invenzione della fotografia: la lente a menisco dimostra che piegare una lente semplice corregge le aberrazioni sferiche e la curvatura di campo di una lente solo concava o convessa. Mentre accostare due lenti in vetro con diverso indice di rifrazione e dispersione riduce le aberrazioni cromatiche.


I sei schemi ottici "capostipiti" di tutti gli obiettivi moderni


I CAPOSTIPITI - Il risultato è che le centinaia di ottiche oggi esistenti si possono far risalire a solo cinque tipi di ottiche già inventate all'inizio del Novecento e una attorno agli anni Trenta del secolo scorso: il Petzval Portrait, il Rapid Rectilinear, il Double Gauss, il Coocke Triplet, il Telephoto e il Reverse Telephoto (retrofocus), sviluppato per ultimo, negli anni Venti per le videocamere e negli anni trenta per le fotocamere.

 Dai primi tre derivano gli obiettivi a focale fissa tra i 50 e i 100 mm usati sulle reflex, e anche quelli per le macchine a telemetro, medio formato e le videocamere d'alta gamma.

Il Petzval Portrait, nata prima del 1850 e rimasto l'obiettivo per i ritratti per mezzo secolo; lenti di questo tipo sono state usate sui proiettori per diapositive e cinematografici fino agli anni Cinquanta.

Il Rapid Rectilinear, sviluppato attorno al 1860, è stato il primo obiettivo a schema simmetrico di buona qualità, usato per foto d'architettura e paesaggio fino al 1900.
Da questo deriva lo Zeiss Protar, detto Anastigmatico, progettato nel 1890, considerato il primo obiettivo per fotocamere moderno: da questo derivano gli Schneider Angulon e i Leica Super Angulon. Partendo dallo schema del Protar e distanziando maggiormente la lente frontale nasce lo schema ottico degli Zeiss Tessar. Da questo a sua volta, con diverse variazioni, derivano i Sonnar della stessa Zeiss, i Kodak Ektars, gli Schneider Xenars, i Voigtlander Heliostigmats e Skopars, e il Nikon 50 mm f/1.8

Il terzo tipo, Double Gauss, è ancora simmetrico, ma con lenti piegate a menisco verso il centro e le varie lenti sono distanziate. È il tipo che permette la massima apertura di diaframma mantenendo la qualità d'immagine. Partendo da questo obiettivo, lo stesso designer dei Tessar realizzò anche gli Zeiss Planar, in uso ancora oggi.

In un prossimo articolo vedremo gli altri schemi ottici.

Fonte: Lens Rentals
 

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