Richiedi una nuova password
Informazioni sul profilo utente
Gli spazi sono consentiti; la punteggiatura non è consentita ad eccezione di punti, trattini e underscore.
Un indirizzo e-mail valido. Il sistema invierà tutte le e-mail a questo indirizzo. L'indirizzo e-mail non sarà pubblico e verrà utilizzato soltanto se desideri ricevere una nuova password o se vuoi ricevere notizie e avvisi via e-mail.
Informazioni personali
Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
Informazioni privacy
Dichiaro di aver letto e di accettare completamente l'informativa sul trattamento dei dati il contratto d'uso del sito (consultabili qui) e di essere maggiorenne.
Autorizzo ESTREMA srl al trattamento dei dati per finalità connesse al servizio offerto da Fotozona.it, per analisi statistiche e sondaggi d'opinione e accetto di ricevere informazioni promozionali via email.
Ai sensi e per gli effetti degli artt. 1341 e 1342 del codice civile e delle norme del d. lsg. 206/2005 ("codice del consumo"), l'Utente dichiara di aver letto attentamente e di approvare tutte le clausule presenti nel Contratto e, in particolare, gli artt. 3 (Contenuti degli utenti); 4 (Rimozione di materiali immessi, trasmessi, comunicati e/o diffusi dall'Utente); 5 (Obblighi e garanzie rese dall'Utente); 6 (Responsabilità dell'Utente); 7 (Responsabilità di ESTREMA s.r.l.); 8 (Modifiche delle Condizioni);

Lezioni di fotografia

Versione stampabileVersione stampabile

I grandi fotografi William Henry Fox Talbot

Di Max Ferrero

1800-1877. Fotografo per caso. La storia del "rivale" di Daugerre passa anche per l'Italia

DA SCIENZIATI A FOTGRAFI - Come avveniva spesso in quel periodo fantastico di esploratori della conoscenza, i futuri fotografi avevano un'origine scientifica e per nulla artistica. Erano studiosi, matematici o anche avventurieri dell'alchimia. Fox Talbot aveva una laurea in matematica ottenuta a Cambridge e il suo interesse per gli effetti e i fenomeni della luce lo portarono a studiare gli effetti già osservati da Thomas Wedgwood e a collaborare con John Herschel (li vedremo in un futuro articolo).


William Henry Fox Talbot, by John Moffat, 1864

VIAGGIO IN ITALIA - Sembra che i primi esperimenti che eseguì con la luce siano stati effettuati intorno al 1834. Dopo una vacanza in Italia (quindi un po' di merito ce l'abbiamo pure noi), frustrato per non essere riuscito a disegnare con pari bellezza i paesaggi del nostro Paese, decise di ricercare un metodo riproduttivo universalmente più facile e fedele.

"All'inizio del 1833, sulle rive del lago di Como, in Italia, mi divertivo a fare degli schizzi con la camera lucida di Wollaston, o meglio, tentavo di farli.
[...]Dopo diversi e inutili tentativi misi da parte lo strumento e... pensai di riprovare un metodo che avevo già cercato di sperimentare molti anni prima". [tratto dal suo libro The pencil of nature]

IL BELLO DEL NEGATIVO - Rese sensibili dei semplici fogli di carta comune immergendoli prima in una soluzione di sale da cucina e poi in un bagno di nitrato d'argento, ottenendo così una carta sensibilizzata al cloruro d' argento. Pose alcune foglie su di esso premute da un vetro per pressare le due superfici a contatto ed espose il foglio alla luce del sole. Il foglio si annerì nelle zone non protette, mentre rimase bianco nelle aree coperte dalla foglia. Fu il primo esperimento di stampa a contatto e fu anche il primo a considerare il negativo non come un fallimento ma come una forma concreta di rappresentazione. Chiamò il metodo Shadowgraph (scrittura delle ombre), in seguito il nome cambio in Calotipia prima (scrittura del bello) e poi in Talbotipia, tratto dal suo cognome.

Scoprì che se utilizzava un foglio di carta leggero avrebbe potuto, in seguito,  metterlo a contatto di emulsione con un altro suo foglio sensibilizzato per invertire i toni attraverso una seconda esposizione alla luce, riottenendo un'immagine in positivo.

PRECEDUTO DA DAGUERRE - Anche lui, nei primi anni di sperimentazione, ebbe problemi con la stabilizzazione dell'immagine. La frustrazione di vedere sparire lentamente le immagini ottenute lo portò ad accantonare il progetto quel tanto che bastò per farsi scavalcare da Daguerre che, nel continente, stava procedendo spedito per la monetizzazione della scoperta. Il 12 gennaio del 1839 lesse dalla Literary Gazette inglese dell'invenzione di Daguerre, capì di aver perso troppo tempo prezioso ma comprese che la sua invenzione era anche molto diversa da quella del concorrente. Riprese in mano tutti i vecchi esperimenti e tentò di risolvere in breve tempo tutti i problemi che lo avevano fatto desistere.

DAL FISSAGGIO ALLO SVILUPPO - Grazie alle scoperte di Hershel, adottò l'iposolfito di sodio come metodo definitivo per la stabilizzazione dell'immagine, chiamato dallo stesso scopritore fissaggio. Alla fine del 1840 Talbot riuscì a codificare definitivamente il suo procedimento negativo/positivo e nel 1841 ne brevettò l'invenzione. Proprio in quel periodo cambiò il nome Shadowgraph in Calotipia per rendere più appetibile la sua proposta e, in seguito, con un'operazione di marketing moderno, cambiò ulteriormente il nome della tecnica agganciandola al suo cognome, ma anche qui fu solo secondo a Daguerre. Nel tentativo di rendere le sue carte sempre più sensibili alla luce scoprì che il più sensibile di tutti gli alogenuri era il bromuro d'argento, soprattutto se steso su di una carta già sensibilizzata al cloruro d'argento. Sempre con Herschel e con il fotografo/scienziato Joseph Reade, scoprì che l'immagine compariva con maggiore velocità utilizzando anche l'acido gallico. In seguito fece degli studi sull'immagine latente rendendosi conto che la riproduzione era già impressa sulla carta ben prima che si annerisse (da qui il nome latente) e serviva solo un agente rivelatore che in futuro si sarebbe chiamato sviluppo.

UN METODO PER I POVERI - Le imperfezioni che si ottenevano, attraverso un doppio passaggio di luce tra le fibre di fogli di carta, impedivano l'ottenimento della stessa nitidezza della dagherrotipia. Ciò che si poteva produrre era quasi più vicino alle opere impressioniste rispetto alle copie nitidissime ottenute con il metodo francese. La copia unica del dagherrotipo conferiva maggiore preziosità al prodotto creato, rendendolo un metodo più aristocratico, atto a chi si riteneva artista rispetto a chi utilizzava il metodo di Talbot. Per più di un decennio la sua invenzione fu considerata la riproduzione iconografica (fotografia era ancora un termine da inventare) dei poveri. Ma la possibilità di ottenere più copie da un unico negativo e l'utilizzo di materiale più povero per la realizzazione dei supporti sensibili creò uno stuolo di fotografi “di serie B" che diedero la possibilità alle frange più modeste della società di ottenere ricordi di famiglia. Con il metodo di Fox Talbot nacque la fotografia analogica moderna, riproducibile all'infinito e disponibile a prezzi contenuti. Grazie a lui nacquero i fotoamatori che affrontarono l'arte fotografica senza pensare solo ed esclusivamente ai compensi e agli introiti. Ovviamente il suo inventore non si rese conto di questi cambiamenti lenti ma inesorabili che avvennero nella società. Negli anni a seguire continuò la sua sperimentazione nel costante tentativo di migliorare il procedimento brevettando tutto il brevettabile.


The tomb of Sir Walter Scott, in Dryburgh Abbey 1844

 

IL PRIMO TESTO ILLUSTRATO CON FOTO - Nel 1844 uscì la pubblicazione del libro "The pencil of nature", una celebrazione di se stesso attraverso le memorie legate alla sua scoperta con il triplice scopo di: dimostrare il suo metodo fotografico, rilevarne le proprietà soprattutto di capacità riproduttiva ed esaltare la sua figura di ricercatore e inventore. Fu il primo testo in assoluto a essere illustrato da fotografie, includendo 24 sue opere calotipiche incollate a mano, ciascuna raffigurante le possibili applicazioni del metodo. Il volume contiene una serie di fotografie che spaziano dall'architettura alla natura morta e allo still life, con il preciso scopo di stimolare l'interesse sulla nuova forma di produzione d'immagini.

Oggi lo chiameremmo catalogo divulgativo, ciò nonostante, è indubbio che la sua perseveranza e caparbietà portò il suo metodo a vincere e sbaragliare quello più elitario dell'avversario parigino. In fondo Fox Talbot non ottenne null'altro che la medaglia Rumford dalla Royal Society e non un vitalizio dallo stato di appartenenza. Dovette difendere e sviluppare il suo operato con tutta la foga possibile, rimanendo sempre uno scienziato dedito alla ricerca e un fotografo per caso. La leggenda racconta che il nome che diede alla sua carta fu "Waterloo", un auspicio scaramantico che rimandava all'ultima vittoria britannica contro l'eterno rivale francese.


From the "Bertoloni album" 1839. La calotipia prima della scoperta del fissaggio.

 


Nelson's Column under construction, Trafalgar Square, april 1844

 

Vota questo articolo:
0
Il tuo voto: Nessuno

Commenti

Interessante come sempre.

Interessante come sempre. Interessante conoscere gli effetti dell'impatto che ebbe la fotografia agli inizi sulla società e sugli individui. Credo che sia stata rivoluzionaria e magica vedere l'incisione della "realtà" su di un supporto più "facilmente" trasportabile rispetto al quadro pittorico. Poi, ci si é fatta l'abitudine e oggi sembra tutto scontato...ma gli effetti, anche se in modo spesso inconsapevoli, continuano ad esserci. E qui c'é tutta la sociologia, la psicologia, l'antropologia che si scatenano, dimenticandosi della poesia (?).

Ritratto di ANGEL.ABBOTT008
di ANGEL.ABBOTT008

Iscritto dal 27 dicembre 2010

Grazie per la tua attenzione

Grazie per la tua attenzione Angel. I prossimi due autori sono meno conosciuti ma stupefacenti.

Ritratto di ironwas
di ironwas [maestro]

Iscritto dal 17 novembre 2009

Molto interessante questo

Molto interessante questo articolo sui primi vagiti della fotografia , scienza ,chimica e alchimia. Da autodidatta e con poco tempo a disposizione di queste basi ho solo una piccola infarinatura e mi apassionano particolarmente.

Ritratto di Mauro T.
di Mauro T.

Iscritto dal 25 aprile 2011

Magazine

MAGAZINE

CF XQD SD
CFExpress 2.0, tre formati...
La CF Association annuncia lo sviluppo di schede di...
Leggi tutto »
Zenitar 0.95 | 50
Zenitar 50 mm f/0.95,...
Tutta manuale e senza parti in plastica, pesa oltre 1...
Leggi tutto »
Altri articoli

Magazine

MAGAZINE

filtro nd manfrotto
Filtri Manfrotto
Il digitale imita l'effetto dei filtri colore, ma...
Leggi tutto »
Sony NEX-F3
La nuova mirrorless Sony d'ingresso fa un bel...
Leggi tutto »
Altri articoli

ULTIME DEL FORUM

Effetto quotidiano - regole d'ingaggio

Come avete potuto constatare, è iniziato un
Leggi tutto»

Voto fotografia

Ciao a tutti, sono nuovo di Fotozona. Vorrei sapere
Leggi tutto»

Vendo Lente Sigma SA Mount

Vendo Sigma 10-20mm f/3.5 EX DC HSM attacco Sigma SA
Leggi tutto»

Aiuto!!!

Ho cambiato PC ed ora non riesco più a caricare le
Leggi tutto»

Altre dal forum

Lezioni di fotografia

LEZIONI DI FOTOGRAFIA

Francesca Santoro, Guardando verso il basso
Teoria La fantasia è un soggetto difficile
Riprendere con originalità anche gli scenari
Leggi tutto »
Lago Inle, foto di Max Ferrero
Postproduzione Il bianco e nero che migliora il colore
Foto in bianco e nero e foto a colori non sono
Leggi tutto »
Altre lezioni di fotografia

Mostre ed eventi

MOSTRE ED EVENTI

MIA Photo Fair 2019
dal 22/03/2019 al 25/03/2019 MIA Photo Fair, quattro giorni di fotografia d’arte a Milano
Nona edizione dell’evento, con 135 espositori (
Leggi tutto »
Altre Mostre ed Eventi

n/d