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Lezioni di fotografia

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Teoria Uno, nessuno e centomila

Di Max Ferrero

INIZIO PIRANDELLIANO - Avrei realmente voluto inventare un titolo tanto geniale e perfetto, purtroppo un grande, ma veramente grande (Pirandello) mi ha preceduto, e non di poco. Diciamo allora che prendo in prestito il suo pensiero per affrontare il tema del soggetto in uno scatto, e di come nel linguaggio visivo si possa ottenere maggiore efficacia sfruttando qualche piccolo espediente.

COME NELLA LINGUA - Sappiamo tutti cos'è un soggetto, in grammatica è qualsiasi parte della frase cui è riferito il predicato (verbale o nominale), il predicato è per lo più un sintagma cioè la somma di un verbo con un aggettivo o un avverbio. In una frase corretta ci accorgiamo della presenza di un soggetto perché tutto gravita su di esso: a lui sono attribuite le azioni, gli aggettivi e le precisazioni. Toglierlo da una frase significa perdere il filo del discorso, accorgersi che qualcosa accade ma non si capisce bene dove o a chi. Anche per la fotografia esistono regole che aiutano a realizzare scatti di più facile lettura: esattamente come nella grammatica linguistica, il messaggio visivo ha bisogno di un soggetto su cui s'intersecano le varie azioni o suggestioni dell'immagine. La scelta del soggetto avviene principalmente attraverso la focheggiatura iniziale, ciò che ci attrae, ciò che stimola il nostro intuito fotografico sarà automaticamente, o quasi, al centro della nostra attenzione tecnica, diventando l'oggetto primario da mettere a fuoco. Esistono altre metodologie per sottolineare l'importanza di un soggetto, e anche se questo libro non è un trattato tecnico possiamo elencare alcuni trucchi sfruttati da cinematografia e teatro:

La luce spot: il soggetto è sempre più illuminato del resto della scena, è una sottolineatura palese per facilitare l'identificazione dell'attore principale della scena.

La scenografia e le quinte: portano all'osservazione di ciò che è posto al centro delle direttrici prospettiche, un trucco ottico per convogliare l'osservazione dove vuole l'autore.

Le cornici artificiali o naturali: contornando un determinato oggetto/soggetto donano una speciale autorevolezza all'attore principale.

Un posto sopraelevato: che aiuta, il soggetto si stacca su tutto e su tutti tramite la sua possanza o posizione elitaria.

La diversità: all'interno di una trama uniforme e tediosa si stacca e prende peso l'unico partecipante diverso dal contesto.

La qualità della luce: un soggetto più piccolo ma di colore complementare a uno sfondo ne sarà esaltato e maggiormente visibile.

Si potrebbe ancora continuare, le possibilità di evidenziare un determinato soggetto continuano sia in fase di ripresa, sia con sapienti trucchi in postproduzione. Quello che mi preme rilevare, però, è la diversità che il linguaggio visivo si può permettere rispetto alla comunicazione verbale. E vorrei osservarli insieme con voi che state leggendo.

NESSUN SOGGETTO O CENTOMILA - Questa è una situazione tipicamente fotografica. Può accadere spesso ai neofiti dell'argomento preso in questione, ed è la seconda ipotesi a generare la prima: cioè, una foto non nasce mai senza soggetto ma lo diventa quando troppi oggetti concorrono uno con l'altro per la supremazia. L'impulso allo scatto fotografico si genera tendenzialmente per un processo di fusione di varie condizioni, sia reali, sia emotive. Il desiderio di ricordare un viaggio o di condividere un momento particolare è la fonte d'ispirazione primaria determinata da molti elementi che non sono concreti o visivamente attivi. L'udito o l'olfatto, esattamente come il morale e l'ambiente contribuiscono a generare il desiderio di racchiudere il momento in uno scatto, ma i profumi e le emozioni difficilmente possono essere racchiusi e codificati in un'immagine. Inconsciamente siamo consapevoli della farsa che si sta generando, e il primo impulso è d'ingozzare l'immagine con tutto ciò che è possibile spingendoci a includere nell'inquadratura molti più elementi di quelli necessari. Sono questi i "centomila" soggetti nominati nel titolo, utili solo a complicare il messaggio da trasmettere. Nessun soggetto oppure centomila, tutti compressi in una sola foto genereranno frasi confuse, poco attraenti, superficiali e senza personalità. Non ci sono ritocchi che possano funzionare, quando una frase è scoordinata e sgrammaticata, anche solo una leggera percezione di alterazione digitale urterà chiunque non sia stato coinvolto in quel particolare luogo o evento. Su questo punto non mi voglio dilungare: diciamo che stiamo parlando di nozioni elementari che dovrebbero essere affrontati in un corso base di composizione e proprio di tale entità è quest'argomento. Il capitolo più interessante arriva adesso, è quello dedicato a chi ha già superato quest'analfabetismo fotografico e si è ritrovato imbrigliato nelle maglie di una costruzione lessicale ripetitiva, monotona e opprimente.

UNO... E NULL'ALTRO - Osservate bene questo disegno e dite mentalmente cosa state osservando.

 

Quello che probabilmente avrete pensato è che stavate osservando un punto. Eppure esso è piccolo, insignificante all'interno di uno spazio molto più grande e luminoso di lui. Voi avete visto un punto perché è l'anomalia nella massa uniforme, e il soggetto perché su di lui gravita tutto ciò che sta intorno. È il primo trucco che apprende un buon fotografo, è anche quello che propinano la maggior parte dei corsi e dei workshop sapientemente proposti da professionisti del settore. La regola è semplicissima: trovare un soggetto all'altezza e metterlo in massima evidenza attraverso l'uso sapiente di luci, obiettivi a media o lunga focale (per ridurre la profondità di campo sfruttando gli sfocati), il taglio pieno del formato per occludere la presenza ad altri oggetti/soggetti che potrebbero offuscarne la bellezza o confonderne il messaggio. Sono immagini che parlano all'istante ma finiscono il discorso subito dopo il primo sguardo. Che cosa potrei ancora scovare all'interno dell'inquadratura dopo che ho visto la presenza del punto unico soggetto, dopo che ho notato che esiste solo lui su campo bianco e null'altro da capire o percepire.

 

Eppure qualcosa ancora da osservare c'era. Togliendo il punto è più evidente che intornall'immagine era presente una cornice, piccola anch'essa, sicuramente osservata ma probabilmente percepita come esterna all'immagine e con sole proprietà grafiche. Potremmo dire che è l'espressione visiva del predicato verbale o nominale cui abbiamo accennato in precedenza. Permetteva al punto di essere soggetto limitando lo spazio vuoto intorno a lui e non assurgeva a concorrente nel ruolo primario necessario. Esso è l'ispirazione per concepire nuove forme di fotografie, perché il soggetto (soprattutto quello fotografico) può estendersi a numeri ben più ampi di uno e il predicato, pur piegandosi a favore del soggetto, può divenire esso stesso il soggetto principale, piegando l'apparenza iniziale in un concetto visivo ben più articolato e coinvolgente.

DUE, TRE... CENTOMILA - Ok, concordo anch'io, troppi soggetti confondono le idee; ma solo se non comunicano fra loro.  Per chi come me si considera un fotografo di strada, uno di quelli che cerca di domare poco o pochissimo la realtà ai propri desideri artistici, concorderà nell'idea che l'inquadratura sia un concetto di "togliere" alla scena reale, apportando dei tagli netti in modo da escludere gli elementi di disturbo e d'indubbia inutilità. A lungo andare diventa un cliché, una prassi, tagliare sempre molto per evitare fastidi e confusioni. Invece è limitando le recisioni che si può osservare la "frase plurisoggettiva", quella in cui il predicato diventa importante tanto quanto il soggetto incrementando l'importanza del racconto. È necessaria una grande cultura visiva, una capacità di osservazione che deve essere affinata nel tempo; percepire se un elemento nella giusta posizione possa sublimare da fastidio a completamento della foto finale. Ho bisogno a questo punto di una foto che possa esprimere il concetto. Lo analizzerò passo a passo e alla fine svelerò alcuni piccoli trucchi del mestiere molto facili d'adottare.

 

Youngstown - Ohio - 2017
Un signore compone un numero telefonico scritto a mano su di un foglio di carta che tiene in mano. Alcuni elementi compaiono sullo sfondo, ma non sono sufficienti ad alimentare domande o suggerire risposte. La foto non appare particolarmente appagante perché la curiosità dell'evento e la bellezza del soggetto non sono sufficienti a calamitare l'osservatore. Il taglio verticale segue perfettamente la direzione del soggetto unico inquadrandolo perfettamente, in modo tale da riempire gli spazi senza lasciare aree dissuasive o distraenti.

 

Youngstown - Ohio - 2017
La foto, composta con la stessa tecnica dello scatto precedente, appare meno interessante nel volto della signora che osserva compiaciuta la macchina fotografica, trasformando l'istantanea in una classica foto ricordo. La bellezza della foto è incrementata fortemente dalla posizione di rifiuto del gatto che, invece, dello scatto fotografico non ne vuole sapere per nulla. Il predicato, cioè quell'insieme di verbo, aggettivo o avverbio, in questo caso impersonificati dal gatto e dal porticato della casa, sono diventati il motivo simpatico e trainante dello scatto. L'immagine presenta una leggera sfocatura sul volto della signora, ma l'azione imprevedibile del felino è talmente forte da coprire e nascondere la mancanza tecnica.

 

L'immagine originale è però questa, in cui tutti i commenti precedenti si sommano anche al sopravvenuto nuovo soggetto centrale: il cane, che pare volere essere incluso scena e non dentro casa. L'ordine delle cose è meno palese, l'occhio spazia dove vuole e ovunque vada c'è un elemento che aggiunge significato e nessuno che tolga interesse. Il trucco per ottenere foto come queste? Entrare in un'ottica mentale in cui si è consapevoli che un solo soggetto arreca noia e molti soggetti rischiano di non fondersi bene. Avere un minimo di empatia con i soggetti, farli interagire con la macchina fotografica e non metterli in imbarazzo. Acuire la sensibilità, e quando si percepisce che i soggetti sono rigidi e formali, basta inquadrare ciò che si desidera, mantenere la macchina ferma e alzare lo sguardo per parlare con loro osservando fuori dal mirino. Funziona spesso, è come se la macchina e lo scatto non ci fossero più, si ristabilisce la morbidezza del naturale e si distanzia la rigida ossessione della posa.

 

L'interazione tra gatto e signore basterebbe da sola a far funzionare lo scatto; ma il predicato, formato dall'ingresso di casa e dalla frase appesa al muro (attenti al cane) trasformano uno scatto interessante in un motivo per cui sorridere. L'ironia del messaggio e la protezione della propria dimora s'infrangono sull'immagine di un felino catturato e adorante del padrone. Questa tecnica prevede l'osservazione degli oggetti in modo tale da creare una contrapposizione (viene anche definita giustapposizione) per porre l'accento sull'incongruenza con i caratteri del soggetto principale.

 

Il soggetto principale è il cane che difende la casa, la scritta pone l'accento sulla difesa della proprietà privata ma il fuoco dell'obiettivo si concentra sul soggetto umano in secondo piano, molto meno efficace rispetto ai soggetti che lo precedono. È una tecnica d''inversione logica. L'uomo riesce a essere percepito perché presentato come soggetto, il cane e la scritta funzionano come predicato perché sono in primo piano e hanno un messaggio molto forte. Mettendo a fuoco gli oggetti più vicini avremmo avuto un rafforzamento del soggetto; ma il signore in secondo piano sarebbe stato un predicato debole, inutile e poco visibile. Per sapere quando seguire questa regola d'inversione, conviene scattare con doppia messa a fuoco per poi decidere con calma in fase di editing. Uno scatto con tutto a fuoco (alta profondità di campo) avrebbe ugualmente sacrificato il soggetto umano a scapito del rimanente.

 

Per ogni osservatore il soggetto potrebbe essere differente, ognuno di essi vive un proprio istante di vita visivamente importante per l'osservatore. La magia di questo scatto è nella fortuna di aver azzeccato il giusto momento in cui ognuno è protagonista, ognuno è soggetto principale, nessuno è parzialmente o totalmente inutile. Persino la ragazza dietro alla porta, quella meno percepibile, assume importanza per la posizione centrale e perché è l'unica che non si capisce bene cosa faccia, ma comunque c'è. Non esiste un trucco particolare: serve avere la sensibilità e la fortuna di cogliere quell'istante in cui tutto coincide perfettamente senza che nessuno abbia mosso i fili dell'estetica.

OLTRE IL SOGGETTO UNICO - Per chiudere in bellezza, vi esorto a cercare i centomila volti della realtà facendo in modo che tutti siano equamente distribuiti e interessanti. Diffidate della frase a soggetto unico. Sì, serve a farsi capire, evita la confusione del soggetto inesistente, ma ci obbliga a rimanere sempre su frasi elementari. Noi che vogliamo svegliarci dal torpore creativo abbiamo bisogno di proposizioni più complesse, quelle che hanno bisogno di un istante in più per essere comprese ma che non stufano mai anche dopo molte analisi e contemplazioni.

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Commenti

Ovviamente se farete foto

Ovviamente se farete foto adatte sostituirò le mie foto con le vostre e cambierò i commenti. E' ovvio che adesso la strada si fa complessa... mica volevate scattare tutta la vita le solite foto?

Ritratto di ironwas
di ironwas [maestro]

Iscritto dal 17 novembre 2009

mmmm..mi domando Max: è solo

mmmm..mi domando Max: è solo un caso che le foto siano in b/n oppure per questo giro possono andare bene anche non a colori?

Ritratto di scaraluca
di scaraluca

Iscritto dal 08 marzo 2013

E' un caso... difatti se non

E' un caso... difatti se non riuscirete a fare scatti giusti le sostituirò con le stesse in versione a colori

Ritratto di ironwas
di ironwas [maestro]

Iscritto dal 17 novembre 2009

Ci provo, sembra difficile ma

Ci provo, sembra difficile ma spero di riuscire a farmene sceglierne almeno una foto.

Lo faccio io ha condividere il progetto di Max.:-)

http://torino.repubblica.it/cronaca/2018/06/03/foto/torino_il_quartiere_...

Mi piace la foto numero 31.

Ritratto di giordano349
di giordano349

Iscritto dal 22 novembre 2013

Anche questa mostra è da

Anche questa mostra è da vedere, per chi abita nella zona di Roma:

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10216188011594550&set=a.15637945...

Ritratto di giordano349
di giordano349

Iscritto dal 22 novembre 2013

A volte succede per caso,

A volte succede per caso, altre volte accade per istinto.
Poche volte hai la possibilità di pensare in modo consapevole la scienza che hai davanti.

Uno, nessuno, centomila é molto complicato nella realtà.
Nessuno dovrebbe protestare o ostacolarti mentre scatti.

Ritratto di ANGEL.ABBOTT008
di ANGEL.ABBOTT008

Iscritto dal 28 dicembre 2010

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