Richiedi una nuova password
Informazioni sul profilo utente
Gli spazi sono consentiti; la punteggiatura non è consentita ad eccezione di punti, trattini e underscore.
Un indirizzo e-mail valido. Il sistema invierà tutte le e-mail a questo indirizzo. L'indirizzo e-mail non sarà pubblico e verrà utilizzato soltanto se desideri ricevere una nuova password o se vuoi ricevere notizie e avvisi via e-mail.
Informazioni personali
Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
Informazioni privacy
Dichiaro di aver letto e di accettare completamente l'informativa sul trattamento dei dati il contratto d'uso del sito (consultabili qui) e di essere maggiorenne.
Autorizzo ESTREMA srl al trattamento dei dati per finalità connesse al servizio offerto da Fotozona.it, per analisi statistiche e sondaggi d'opinione e accetto di ricevere informazioni promozionali via email.
Ai sensi e per gli effetti degli artt. 1341 e 1342 del codice civile e delle norme del d. lsg. 206/2005 ("codice del consumo"), l'Utente dichiara di aver letto attentamente e di approvare tutte le clausule presenti nel Contratto e, in particolare, gli artt. 3 (Contenuti degli utenti); 4 (Rimozione di materiali immessi, trasmessi, comunicati e/o diffusi dall'Utente); 5 (Obblighi e garanzie rese dall'Utente); 6 (Responsabilità dell'Utente); 7 (Responsabilità di ESTREMA s.r.l.); 8 (Modifiche delle Condizioni);

Lezioni di fotografia

Versione stampabileVersione stampabile

Teoria Un attimo o l'eternità?

Di Max Ferrero

Il tempo di posa in fotografia tipicamente serve a bloccare o a rendere il movimento nella scena. Se però cambiamo modo di intenderlo e di sfruttarlo, possiamo ottenere risultati originali e anche rivoluzionari. Come fu il primo panning

IL TEMPO IN FOTOGRAFIA - La fotografia è l'eterno presente, un attimo catturato e reso eterno nella sua immobilità. Una bolla temporale in cui si spia un istante passato ancora visibile, immobile ma reale, capace di trasmettere sensazioni, informazioni, curiosità o piacevoli ricordi accaduti in un passato ormai trascorso.
Ma cos'è un istante e cos'è effettivamente il tempo? E noi siamo in grado di osservarlo? Il tempo che scorre è uguale per tutti gli esseri viventi oppure è relativo? Le risposte sono complesse, forse i fotografi non si concentrano sul tempo ma sulla velocità. Il primo parametro è troppo complesso, il secondo è gestibile. Ci addestriamo a capire quanto veloce sia un determinato soggetto per bloccarlo e congelarlo nel suo movimento. La nostra attenzione è concentrata sul concetto “nitido” o “mosso” e non pensiamo alla possibilità che sul nostro sensore si possa creare un'immagine al di fuori delle nostre percezioni. Il tempo è un concetto filosofico cui sarebbe utile dare più importanza, dovremmo approcciarci a lui come degli esploratori alla ricerca di nuovi mondi o di universi alternativi.


foto: © Alessandro Andreucci
Foto eseguita con un tempo di 1/8 di secondo, uno scatto neanche troppo lento eppure più che sufficiente a ottenere una realtà alternativa alla nostra normale visione. Quale scatto potrebbe descrivere meglio le raffiche di vento di un temporale estivo?

 

LA FRENESIA DEL TEMPO ACCELERATO - William Klein, famoso fotoreporter statunitense, disse che un fotografo professionista, alla fine della sua carriera, può riuscire a produrre circa 200 - 250 scatti di cui andarne fiero. La maggior parte di essi è realizzato con tempi medi che si piazzano su di 1/100 - 1/125 di secondo. Il risultato è che dopo un'intera vita di lavoro un bravo fotografo ha documentato poco più di 2 secondi della sua vita e del mondo. Al di là del fatto che una simile considerazione è curiosa a prescindere, ci fa riflettere su di un fatto: la nostra concentrazione è dedicata alle frazioni di tempo, all'istante in cui accade qualche cosa d'imprevedibile o di veramente piacevole, e ci concentriamo per fare in modo che in uno scatto ci sia tutto.

 


Foto: © Lodovico Ludoni
Con 1/1000 di secondo il fotografo è riuscito a sintetizzare un momento di svago dando rilievo alle singole gocce di acqua sparate dalla fontana. La foto ci appare sensazionale ma realistica. Eppure il nostro occhio non ha mai potuto vedere così nitidamente le singole gocce d'acqua. Il nostro apparato visivo non lo permette.

 

“REALISTI” VS “ARTISTI” - Già dopo pochi anni dalla sua nascita, la fotografia iniziò a formare delle correnti tra chi la interpretava come un mezzo perfetto di riproduzione dell'oggettività e chi come una nuova e tecnologica forma d'arte. Per i primi lo scopo fondamentale era quello di ottenere immagini nitide e reali, cioè senza alterare l'aspetto visivo del mondo che l'osservatore percepisce. I secondi adottarono tutte le forme possibili per trascendere tale concetto, allo scopo di conseguire immagini che potessero trasmettere sensazioni piuttosto che riproduzioni. Come per ogni diatriba concettuale, le due scuole continuarono a farsi concorrenza intraprendendo strade divergenti.
Gli "artisti" fotografici sperimentarono ogni sorta di sintassi tecnica passando dai fotomontaggi alle doppie esposizioni, dall'uso di tecniche di stampa dal sapore pittorico a doppie, triple esposizioni. I riproduttori della realtà conquistarono il mondo con le loro proposte, trasformando la fotografia in quel monolite inossidabile (almeno fino al tempo del digitale) in cui tutto ciò che è fotografabile deve essere uguale a quello che vediamo. Ancora oggi le due scuole si fronteggiano, una sbugiarda l'altra senza rendersi conto che, persino nell'estrema parvenza di reale, sussiste una porzione di falso o d'interpretativo e quindi di artistico.

“BARRIERA” A 1/20 S - Una fontana riprodotta con tempi velocissimi non ci consegna la reale percezione che abbiamo avuto nell'osservarla. Il nostro apparato visivo percepisce i movimenti che si aggirano intorno a 1/20 di secondo, tutto ciò che è più veloce lo immaginiamo ma non lo vediamo. La singola goccia sparata dalla fontana, in quell'intervallo a noi concesso di 1/20 di secondo, riesce ad attraversare uno spazio superiore alle nostre cognizioni percettive. Un oggetto grande, invece, come un aereo o una macchina di formula uno, la riusciamo a osservare perché il nostro occhio segue la sua sagoma come un panning fotografico.


Foto: © Andrea Spera - 1/4000"

 

UNA SCOMMESSA - Sembra incredibile, eppure alcune immagini che fanno ormai parte del nostro immaginario collettivo non sono mai state osservate o pensate prima dell'avvento della fotografia. A Eadweard Muybridge si deve la scoperta (per una scommessa intrapresa con il ricco e influente appassionato di cavalli Leland Stanford) che nella corsa al galoppo dei cavalli c'è un istante in cui tutte e quattro le zampe sono sollevate da terra.
Nel 1873 Muybridge, utilizzando diverse macchine fotografiche montate in serie, riuscì a vincere la scommessa sconvolgendo il senso comune della visione del galoppo. Fino allora nessuno aveva mai visto un cavallo fluttuare in volo durante una corsa e l'intero mondo scientifico e accademico dovette rivedere tutte le teorie a riguardo.

 

Muybridge riuscì a scrutare la realtà oltre il semplice distinguere, l'umanità cominciò a capire che non tutto può essere percepito dai sensi umani e la fotografia poteva estendere conoscenze e percezioni.

IL MONDO INVISIBILE DEL TEMPO PROLUNGATO - Fino a ora abbiamo parlato di realtà alternativa attraverso l'utilizzo di tempi veloci; ma lo stesso effetto si ottiene anche con i tempi lenti? No.


Foto: © Alessandro Landozzi - 1"

 

La fotografia non discerne la realtà che viaggia nel tempo. Piazza tutto quello che vede in un'unica ripresa. Trasforma, plasma in modo imprevedibile le forme, duplicando nello stesso spazio mille e mille volte gli stessi soggetti fino ad arrivare a una così eterea presenza, di ciò che si è mosso nel tempo, da risultare praticamente invisibile. Non scopre cose che noi non siamo in grado di vedere, fonde tutto ciò che abbiamo visto in un lasso di tempo dentro un unico spazio fotografico.


Foto: © Agnieszka Slowik Turinetti - 1/5"
Ciò che è meno mosso diventa soggetto, ciò che appare parzialmente riconoscibile assume una dinamicità irrealizzabile attraverso un singolo scatto nitido. La forza di questo "frame" è il racconto di un gesto che si sviluppa come un film a 25 fotogrammi al secondo.

 


Foto: © Luca Scaramuzza - 1/6
Anche ciò che è immoto può spostarsi, basta che si muova la fotocamera. Ciò che si ottiene non è la visualizzazione di ciò che avviene alla realtà ma un'alterazione della realtà stessa. Gli alberi sono immobili, non possono essere così.

 

Questa imprevedibile capacità della fotografia non è amata da chi desidera riconoscere le forme. Tempi molto ampliati non solo alterano la percezione visiva degli oggetti in movimento, ma applicano anche le nostre fluttuazioni agli oggetti statici presenti nella scena. L'acqua diventerà intangibile; le foglie appariranno animate su steli o fusti inamovibili. L'eterno presente di uno scatto sarà un'illusione di movimento, rendendo il fotogramma più dinamico di quanto potrebbe mai essere un istante di realtà; ma sarà poco leggibile, poco chiaro e poco apprezzato da chi possiede una cultura fotografica classica.


Foto: © Max Ferrero


Foto: © Angelo Abate
Una libreria ripresa con un tempo medio e movimento ondulatorio verticale diventa il preludio a una storia immaginosa. La fotografia, a differenza del cinema, ha sempre fatto fatica a essere fantasiosa: così ossessivamente legata al dovere di documentare e di essere reale, ha dimenticato che esistono altri linguaggi - senza cadere nel ridicolo - capaci di emozionare e di stimolare il pensiero.

 


Foto: © Max Ferrero 1/6"


Foto: © Max Ferrero 1/2"
A poco a poco, con l'allungarsi del tempo di esposizione, una partita di rugby si trasforma in fatica, fango e schizzi. Lo sport nella sua visione comune lascia il posto all'evocazione e al richiamo di gesti e sensazioni meno legate alla nostra percezione.

COSA BISOGNA FARE PER OTTENERE RISULTATI - Intanto per ottenere dei mossi bisogna ricercarli, dobbiamo forzare la nostra macchina fotografica a utilizzare tempi considerati pericolosi, dobbiamo mettere in conto che molte fotografie saranno gettate perché non gradite. Avremo la spiacevole sensazione di non capire cosa stiamo ottenendo se non ci abituiamo a osservare spesso il monitor ma, soprattutto, se iniziamo a voler cercare il mosso non saremo in grado di concentrarci sugli scatti classici. I nostri primi esperimenti eseguiamoli in condizioni libere e ideali, non facciamo le prove di scatto durante un evento importante, men che meno se siamo i fotografi ufficiali di un evento.
La realtà non visibile congelata in un istante sarà sempre accettata, mentre l'illusione creata dal movimento del tempo che fugge, sarà la rovina per tutti i fotografi professionisti che cercano di vendere sempre e solo ricordi.


Foto: © Alessandro Landozzi 1/10"

 

Nel 1912 Jacques Henry Lartigue scatta questa immagine. Si trovava a bordo strada seguendo il Grand Prix dell'Automobile Club de France . Ha 18 anni e possiede già 10 anni di esperienza nel campo delle riprese fotografiche, una baldanzosa irruenza giovanile e un innato senso di sprezzo verso le regole imposte Decide di trasgredire ai dettami del tempo seguendo nel mirino l'automobile che gli sta sfrecciando di fianco. Ottiene così il primo panning della storia. Inizialmente rifiuterà il risultato, probabilmente perché il suo intento era documentare la gara e una mezza macchina ripresa da tergo non può farlo. Solo alcuni anni dopo si accorgerà della rivoluzione visuale che possedeva lo scatto. L'inclinazione a sinistra degli spettatori sembrano sospinti dagli scarichi del bolide, mentre a destra le ruote della macchina paiono sgretolare la strada conferendo un innato senso di movimento all'immagine. L'effetto è dovuto all'otturatore a tendina verticale della sua macchina, una ICA di costruzione tedesca, che registrando porzioni di spazio contigue in tempi leggermente diversi hanno applicato il movimento del fotografo alla scena.
L'effetto è prodigioso, Lartigue piega letteralmente la realtà indicando uno stile che, in seguito, sarebbe stato sfruttato e utilizzato anche dagli illustratori, grafici e fumettisti. Da questa foto in poi lo spazio e il tempo non saranno più così strettamente legati . Tre anni dopo lo scatto, esattamente nel 1915, Einstein teorizzò la relatività generale, Lartigue aveva ancora il suo miracoloso negativo instampato all'interno dell'archivio.

Vota questo articolo:
5
Il tuo voto: Nessuno Voto medio: 5 (1 voto)

Commenti

Meno 1... al massimo -1,5

Meno 1... al massimo -1,5 alla fine!!!!!!!!!!!!!!!

Ritratto di ironwas
di ironwas [maestro]

Iscritto dal 17 novembre 2009

come dice un famoso proverbio

come dice un famoso proverbio milanese:
"Grande Fatica per Grande Libro"

Ritratto di scaraluca
di scaraluca

Iscritto dal 08 marzo 2013

Speriamo di non fare la fine

Speriamo di non fare la fine di dorando pietri!!!!!!!!!!!

Ritratto di ironwas
di ironwas [maestro]

Iscritto dal 17 novembre 2009

E meno ancora quella di Billy

E meno ancora quella di Billy Flynn/ John Voight!

Ritratto di Giulio Mandara
di Giulio Mandara

Iscritto dal 01 febbraio 2010

Mizzega... questa è una

Mizzega... questa è una storia ben più tragica...

Ritratto di ironwas
di ironwas [maestro]

Iscritto dal 17 novembre 2009

fantastica l'ultima foto! lo

fantastica l'ultima foto! lo spazio piegato dal tempo! ;-)

Ritratto di aesse
di aesse

Iscritto dal 18 novembre 2010

Bellissimo. L'ultima foto è

Bellissimo. L'ultima foto è una vera chicca.

Ritratto di roma131
di roma131

Iscritto dal 24 settembre 2011

Magazine

MAGAZINE

Western Digital My Cloud Home
Western Digital e SanDisk,...
WD, che ha acquisito anche SanDisk, propone tre...
Leggi tutto »
WD G-Technology G-Drive SSD R
G-Technology G-Drive SSD R,...
WD propone in particolare ai fotografi un SSD con...
Leggi tutto »
Altri articoli

Magazine

MAGAZINE

filtro nd manfrotto
Filtri Manfrotto
Il digitale imita l'effetto dei filtri colore, ma...
Leggi tutto »
Sony NEX-F3
La nuova mirrorless Sony d'ingresso fa un bel...
Leggi tutto »
Altri articoli

ULTIME DEL FORUM

Eccomi di ritorno!

Ciao a tutti! Magari non si è notata, ma dopo una
Leggi tutto»

Saluti

Ciao a tutti, sono un appassionato di fotografia alle
Leggi tutto»

Utimissime dal libro

Ad oggi posso dire: Dopo l'attenta correzione di
Leggi tutto»

NUOVO LINK AL LIBRO

Per chi dovesse ancora iniziare a guardare il libro
Leggi tutto»

Altre dal forum

Lezioni di fotografia

LEZIONI DI FOTOGRAFIA

foto: © Alessandro Landozzi
Teoria L'anima non ha bisogno di nitidezza
Quando fotografia, pittura e cinema presero strade
Leggi tutto »
foto: © Salvatore Giordano
Tecnica Dimmi come fotografi e ti dirò chi sei
Come è nata la moda delle “foto ricordo
Leggi tutto »
Altre lezioni di fotografia

Mostre ed eventi

MOSTRE ED EVENTI

Basilico - Diga di regolazione Miorina sul lago Maggiore, Golasecca (Va), 1998
dal 29/09/2017 al 28/10/2017 Basilico e le opere per l'acqua in Lombardia
La Galleria Bel Vedere di Milano propone un progetto
Leggi tutto »
© Gianluca Abblasio, Io sono Dario - Castelnuovo Fotografia 2017
dal 30/09/2017 al 08/10/2017 Castelnuovo Fotografia, alla scoperta del paesaggio
Giunto alla 5° edizione il Festival si tiene
Leggi tutto »
Altre Mostre ed Eventi

Clicky