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Lezioni di fotografia

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I grandi fotografi Robert Cornelius

Di Max Ferrero

 1809 – 1893 - L'uomo giusto per il primo selfie

COME NACQUE IL PRIMO "SELFIE" DELLA STORIA - Fece un'inquadratura di massima osservando per bene gli elementi dello sfondo, calcolò approssimativamente l'esposizione ipotizzando una durata di circa 1 - 2 minuti. Provò la posa adatta per rimanere il più immobile possibile e pose un orologio alla destra del suo sguardo sia per ottenere uno sguardo fisso e immobile, sia per il controllo esposimetrico. Poi tornò verso l'apparecchio, prese un respiro profondo, tolse il tappo all'obiettivo e corse verso lo sfondo che l'avrebbe incorniciato nella storia. Robert Cornelius, il primo fotografo a creare un autoritratto o un selfie, come lo chiamiamo noi oggi.


Robert Cornelius, Primo autoritratto

COME HA FATTO - Il primo autoritratto della storia data ottobre 1839. Fu realizzato a Philadelphia pochi mesi dopo la presentazione ufficiale della nuova tecnica da parte di Daguerre. Cornelius capì che per essere davanti a tutti avrebbe dovuto sperimentare ciò che gli altri non cercavano di fare perché ritenevano insuperabili i limiti della tecnica su soggetti animati. Applicò le sue conoscenze chimiche (fino a quel momento si era dedicato alla lucidatura dei metalli e nella placcatura dell'argento, proprio i materiali più importanti per la realizzazione del dagherrotipo), tentando di ridurre i tempi di esposizione in modo sufficiente per eseguire un ritratto umano. Il modello più paziente che avrebbe potuto trovare era se stesso e lo sfondo più adeguato era nel retro del negozio di lampade della famiglia, situato proprio nel centro di Philadelphia. Quello che è arrivato a noi è molto probabilmente il primo tentativo riuscito tra molti esperimenti falliti. E a ogni risultato sottoesposto i suoi sforzi furono dedicati a una maggiore sensibilizzazione o a un miglioramento del supporto metallico.

“CONSACRATO” DA UNA FRASE - Probabilmente non fu neanche il primo in assoluto a compiere il tentativo, ma ebbe il merito di scrivere sul retro dello scatto: “The first light Picture ever taken". 1839" - "Il primo ritratto di luce di tutti i tempi". In un periodo in cui tutti si attribuivano ogni merito la frase scritta da Cornelius non avrebbe dovuto suscitare scalpore, ma lui ebbe un intuito superiore. Quell'ever ("di sempre - di tutti i tempi") è un'autoproclamazione che gli avrebbe permesso di distinguersi da tutti i futuri fotografi ritrattisti. Fu la frase che fece di lui una specie di mostro sacro. Lui era stato il primo, il precursore, il maestro a cui tutti avrebbero dato riconoscenza e rispetto.

 

LA VITA - Cornelius era figlio di un immigrato olandese, fu avviato proprio dal padre alla professione di orafo, con specializzazione nella lavorazione dell'argento. Per queste sue specifiche conoscenze fu chiamato da Joseph Saxton a collaborare con lui e con Paul Beck Goddard, famoso chimico dell'epoca, al miglioramento della tecnica dagherrotipica presentata pochi mesi prima dallo stesso Daguerre. I primi esperimenti furono effettuati su paesaggi o nature morte; l'intuito del giovane Cornelius fu di sperimentare la tecnica rivolgendo l'obiettivo su se stesso. Ovviamente il passo successivo fu quello di aprire uno dei primi studi fotografici al mondo, precisamente il 6 maggio del 1840, nella sua città natale di Philadelphia.

 

UN PIONIERE DEL MARKETING - Intelligente e acuto, si accorse immediatamente che i suoi successi sarebbero ben presto stati subissati da maree di nuovi fotografi che avrebbero tentato la fortuna con la nuova arte. Cercò in tutti i modi di contrastare i suoi concorrenti e mise in atto alcuni espedienti mediatici che in seguito furono adottati da tutte le attività commerciali del mondo. Applicò una targhetta identificativa sul retro delle immagini prodotte. Invitò a varie riprese la stampa presso il suo studio per presentare i suoi lavori dimostrando a parole la sua ineguagliabile maestria. Pubblicò anche pubblicità sui giornali locali per attrarre clienti e sbaragliando i concorrenti.


Robert Cornelius, Eliott Cresson, 1840, dagherrotipo

 

CORNELIUS DOPO LA FOTOGRAFIA - La storia successiva di Cornelius è molto meno interessante di ciò che abbiamo già raccontato. Ricco di famiglia e arricchitosi ulteriormente grazie alla fotografia, decise dopo pochi anni di chiudere la sua attività di ritrattista per tornare a operare nella vecchia ditta occupandosi di lampade e lampadine fino alla fine dei suoi giorni. Di tutti i suoi lavori pochi esemplari sono riusciti a raggiungere i nostri giorni, ma negli ultimi anni il suo nome è balzato agli onori della gloria grazie all'esagerata popolarità dei selfie. Questa nuova moda ha origini totalmente diverse dallo scatto di Cornelius. Ogni volta che puntiamo il cellulare verso noi stessi creiamo una comunicazione semplice in cui il DOVE siamo e il COME siamo sono l'unico messaggio necessario. Per lui fu invece bloccare il tempo per la prima volta su di un essere umano dilatando all'infinito uno sguardo della durata di poco più  di un minuto.


Robert Cornelius, Portrait

         

LA RISCOPERTA - Fino agli ultimi giorni della sua vita seppe sfruttare il suo primordiale intuito pubblicando delle carte da visita che lo ritraggono in età adulta e che sottolineano le imprese della sua vita: la maggiore rimase sempre il primato nella ritrattistica. Cornelius scomparve dalla storia per oltre un secolo, finché nel 1975, tra gli scaffali polverosi della Philosophical Society di Philadelphia, dentro una vecchia scatola di legno, furono trovati alcuni suoi scatti. Sul retro di ogni immagine era riportato il nome dell'autore e in una di esse, dove compariva il ritratto un po' sfocato di un giovane dai capelli ribelli e lo sguardo scanzonato, lo stesso autore aveva scritto “The first light Picture ever taken - 1839". Robert Cornelius era ritornato a chiedere il giusto tributo per chi fu primo, ma se anche se così non fosse stato, chi per primo aveva asserito di essere primo.


Robert Cornelius, Coppia seduta, 1840, dagherrotipo

 

JOSEPH SAXTON - Joseph Saxtonpur rimanendo nell'ombra rispetto a Robert Cornelius, fu uno dei primi americani a realizzare un dagherrotipo su paesaggio ed ebbe il merito di organizzare lo staff di ricerca con uno specialista in metalli e uno in chimica. A lato possiamo vedere il risultato di uno dei primi tentativi di riprendere la realtà americana attraverso il dagherrotipo.


Joseph Saxton, Arsenal_and_Cupola, Philadelphia Central High School, 1839

 

PAUL BECK GODDARD- Lo specialista in chimica di cui abbiamo appena accennato era Paul Beck Goddard: a lui si deve la scoperta dell'utilizzo combinato di bromuro e di ioduro d'argento, incrementavano la sensibilizzazione della lastra fotografica. A lato possiamo osservare uno dei suoi primi scatti che riproduce il tetto dell'Università di Pennsylvania - 1839. Cornelius non poteva trovare collaboratori migliori.


Paul Beck Goddard. View from the roof of the University of Pennsylvania

 

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