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Lezioni di fotografia

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Postproduzione La preparazione dei file immagine

Di Max Ferrero

Considerazioni sul catalogo Fotozona 2017, breve guida al trattamento delle immagini per uso professionale

IL LIBRO FOTOZONA DELLE MIGLIORI FOTO DELL'ANNO - Il libro delle migliori foto del 2017 è praticamente ultimato. Mancano ancora alcuni testi (poca cosa) e lo studio della copertina da parte di Leiz, dopodiché procederò alla pubblicazione. Effettuerò un'iscrizione al sito di Boopen come Fotozona e condividerò ID e Password con tutti in modo tale che ognuno di voi possa godere dei privilegi e degli sconti dell'autore per averne una copia. Sto facendo di tutto per contenere i costi ma più di tanto non è possibile perché si tratta di un catalogo delle migliori foto e non può avere misure contenute. Un formato A4 è il minimo per godere delle belle immagini che avete prodotto. Purtroppo non è prevista una rilegatura diversa da quella verticale, quindi tutte le foto orizzontali che avete prodotto (circa il 95%) saranno un po' più piccole di quello che avrei desiderato. L'impaginazione è quella che potete osservare nello scatto di Flower. 

 

Avrei voluto dare maggiore enfasi al racconto dell'autore ma le mie richieste sono state vane. Quasi nessuno mi ha fatto pervenire un testo a corredo delle proprie immagini e allora ho dovuto accontentarmi di elencare la data di pubblicazione (così se qualcuno volesse vedere la stessa foto sul nostro sito, la ritroverebbe con metodo cronologico) e i dati exif relativi a tempi, diaframmi, iso e obiettivo.

Un prodotto semplice, forse un po' "amatoriale" proprio per la mancanza del concetto creativo del fotografo. Proveremo a lavorarci per il prossimo anno, ora vi chiederei di leggere attentamente quanto segue, si tratta di una serie di consigli utili per future pubblicazioni o per capire come e cosa bisogna presentare con i propri file quando un professionista, un'agenzia o un editore hanno bisogno delle vostre creazioni. Senza fare nomi, sappiate che bene o male tutti avete fatto degli errori, io li elencherò, voi fate in modo che non succeda più la prossima volta perché ogni dimenticanza diventa un piccolo lavoro in più che qualcun altro deve fare al posto vostro.

 

RISOLUZIONE E PIXEL PER POLLICE - La risoluzione è semplicemente il numero di pixel presenti nell'immagine. Detto ancora più semplicemente, è il numero di pixel presenti sul lato più lungo moltiplicato per quello più corto. Il prodotto di questa moltiplicazione fornisce il numero di megapixel che avete spedito al sottoscritto (perché sono io che impaginavo) per ottenere la massima qualità. 

Per la realizzazione il nostro catalogo ho ritenuto che 3500 pixel sul lato lungo dell'immagine fossero il minimo indispensabile per ottenere un buon lavoro. Considerando che la maggior parte degli scatti si eseguono con una proporzione di 2/3 il lato corto sarebbe consistito in 2340 pixel.

 

2340x3500 danno come risultato 8.190.000 pixel cioè 8 Megapixel, una risoluzione ottenibile dalla maggior parte dei cellulari odierni mentre le fotocamere, anche quelle più economiche, non scendono al di sotto dei 15 Mpixel. Produrre elaborazioni su jpeg con risoluzioni più basse di quella che vi ho indicato porta alla realizzazione di foto con molti artefatti e/o rumore digitale da compressione o da eccessiva elaborazione. In teoria bisognerebbe sempre lavorare alla massima risoluzione della macchina fotografica che possedete. Una volta raggiunto il risultato desiderato sarà possibile generare, ma solo in seguito, altri file più piccoli secondo le situazioni e le esigenze.

Indicando i pixel per pollice, invece, si determina quanti punti vogliamo siano presenti nell'unità di misura internazionale della stampa che è misurata in pollici (2,54 cm). Cambiare la quantità di pixel per ogni pollice non modifica la risoluzione, cambia solo la distribuzione dei punti, allargando o restringendo la dimensione della stampa. Qui entriamo in un argomento interessante ma un po' più complicato e per questo motivo dobbiamo fare un esempio semplice:

Il mio stampatore di fiducia mi ha consigliato di ottimizzare i file sulla risoluzione ideale per le stampanti Epson inkjet, che è di 360 px/pollice o su multipli di tale risoluzione (180 px/pollice oppure 90 px/pollice). Questa distribuzione permette alla stampante di ottimizzare l'emissione delle micro gocce d'inchiostro sulla carta da stampa. Se utilizzassimo una foto a 3500 px nel lato lungo e ipotizzando di sfruttare la distribuzione massima (360 px/pollice) avremo la massima definizione su di una stampa dal lato più lungo pari a circa 25 centimetri (3500/360 = 9,72 pollici = 24,68 cm). Se dovessimo stampare foto più grandi, potremmo diminuire la distribuzione dei pixel per pollice portandola a 180 oppure potremmo ingrandire la fotografia tramite un'operazione detta interpolazione. L'interpolazione è l'aumento fittizio di punti tramite un programma di fotoritocco. Alcuni specialisti indicano che l'interpolazione, per essere accettabile, non dovrebbe superare il 50% di aumento della risoluzione originale (sempre rimanendo sui famosi 3500 px, un aumento del 50% pari a 1750 px permetterebbe di arrivare a una dimensione finale di 5250 px) Entrambi i metodi danno risultati inferiori al primo indicato ma ancora accettabili.

 

Alcune foto sono pervenute con risoluzioni massime pari a 1900 sul lato lungo dell'immagine. Tale risoluzione è detta Full HD (Piena alta risoluzione) ma la definizione è pertinente solo per la visualizzazione delle immagini a monitor (la visualizzazione a monitor avviene intorno ai 90 - 100 px/pollice). Alcune fotografie sono state scartate perché un'eccessiva interpolazione aveva creato delle immagini inutilizzabili. Un file dalla bassa risoluzione non acquisisce un'alta nitidezza semplicemente assegnandogli nuovi punti/pixel ricreati e inventati dal programma di elaborazione digitale, rimane sempre una fotografia dalla bassa qualità anche se con tanti pixel in più.

 

COMPRESSIONE E OPZIONI FORMATO - A fine elaborazione ecco il momento di salvare il file. La cosa migliore in assoluto sarebbe avere un file Tiff a 16 bit per eseguire le elaborazioni migliori e più complesse; solo in ultima istanza si procederà a salvare un file Jpeg per sfruttare le sue caratteristiche di compressione del file. Tale compressione è di fondamentale importanza per non esagerare con le sue caratteristiche. Nel pannello di Photoshop è possibile selezionare un valore di qualità da 1 a 12 (1 = massima compressione + minima qualità. 12 = minima compressione + massima qualità). È logico pensare che il valore 12 sia il migliore da utilizzare per le sue caratteristiche di mantenimento della qualità, ma è un pensiero comune errato. Se si sceglie il jpeg come formato di salvataggio si devono sfruttare le sue caratteristiche migliori (compressione) e non quelle del mantenimento della qualità. Le compressioni migliori sono quelle che vanno dal valore 8 al 10. Valori inferiori faranno perdere troppa qualità e superiori offriranno file pesanti ma ugualmente corrotti dalla compressione applicata.

 

Le opzioni formato si riferiscono all'ottimizzazione del file quando l'immagine è caricata in rete. L'opzione di Linea base standard permette la visualizzazione dell'immagine solo alla fine del download. Un file con quest'opzione potrebbe essere visualizzato con un leggero ritardo su alcuni browser. 

Quella di linea base ottimizzata migliora la qualità dei colori delle immagini ma non è compatibile con tutti i browser internet. 

La progressione ottimizzata permette di visualizzare l'immagine caricata su internet con una maggiore velocità rispetto a quella standard. Considerando la velocità media delle linee internet presenti attualmente consiglierei di andare sull'opzione standard e non cambiarla più finché non ci sarà un file di compressione più performante del jpeg attuale.

 

INFO FILE E DATI EXIF - A volte si confondono perché condividono lo stesso spazio nell'immagine, ma hanno funzioni diverse, sono accomunati dal termine "metadati". I dati exif sono quelli scritti dalla macchina fotografica e comprendono tutti i dati tecnici di scatto. Da essi è possibile risalire a informazioni utili come i tempi, i diaframmi, l'obiettivo, gli ISO o anche semplicemente l'ora di realizzazione. Nei modelli più nuovi è possibile ottenere anche la latitudine/longitudine del luogo fotografato.

Gli info file sono tutte le informazioni che il fotografo vuole comunicare al proprio committente o per memorizzare una serie di dati utili. È possibile marchiare la foto con un copyright, indicare il nome del creatore, fornire la mail o il sito personale per essere contattati, scrivere didascalie e taggare la foto con una serie di parole chiave utili per ricercare il file all'interno di un ampio database.

Se un fotografo non conosce questa scelta (con Photoshop file/info file) tutte le informazioni possibili saranno semplicemente non utilizzate. Se un fotografo usa programmi poco indicati o copia e incolla su un documento nuovo i file creati, si perderanno anche tutte le informazioni exif. È il metodo preferito dai pirati delle immagini, appropriandosi di file altrui e cancellandone tutti i dati.

 

Alcune immagini presentavano il vuoto assoluto, senza possibilità di attingere alle informazioni necessarie per conoscere i dati tecnici basilari dello scatto. Nulla di grave ma alla presenza di un "Senza Titolo" il vuoto informativo la faceva da padrone.

 

RICAPITOLIAMO - Il procedimento ottimale per la realizzazione di scatti di qualità è il seguente (ovviamente è il mio consiglio e non è detto che sia il Vangelo della postproduzione):

1) Elaborare e correggere le immagini RAW (sempre consigliate) su un programma dedicato (Lightroom - Camera Raw o similari)

2) Esportare le immagini da elaborare profondamente in Tiff 16 bit

3) Procedere alle elaborazioni definitive su un programma di fotoritocco quale Photoshop o similare

4) Salvare il file Tiff come matrice per futuri procedimenti, possibilmente mantenere i 16 bit e i livelli utilizzati per l'elaborazione

5) Tramite la matrice ad alta definizione in Tiff di volta in volta si possono ricreare dei file Jpeg ottimizzati per i vari utilizzi. Compresso e a bassa risoluzione se l'impiego è il web, poco compresso e ad alta risoluzione per la stampa ecc.

6) Ricordarsi di immettere tutti gli info file necessari (tramite Lightroom nella fase 1 di questo promemoria, con Photoshop durante il punto 3 oppure con Bridge a lavoro finito).

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Commenti

forse è meno complicato di

forse è meno complicato di quello che sembra..grazie!!

Ritratto di scaraluca
di scaraluca

Iscritto dal 08 marzo 2013

Ottimo riferimento! Mi hai

Ottimo riferimento! Mi hai chiarito meglio almeno un 2-3 punti, come ad esempio gli effetti delle "opzioni formato" in fase di salvataggio da Photoshop. Per ogni evenienza, l'ho comunque stampato...cercare di migliorarsi sempre.
Grazie Max

Ritratto di ANGEL.ABBOTT008
di ANGEL.ABBOTT008

Iscritto dal 27 dicembre 2010

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