Lezioni di fotografia
Giovedì 12 novembre 2009
Storia della fotografia L’infinito divenire della fotografia
Di Max Ferrero
Che mondo meraviglioso è la fotografia. Più ci penso e più me ne rendo conto. Nacque attraverso immensi sforzi e puro spirito di ricerca con l’intento di riprodurre il reale e fissarlo su un supporto fisico. Seppe trasformarsi in un enorme business fornendo, inizialmente, la possibilità di creare ritratti e ricordi per le classi medie della popolazione. Operazione fino allora a esclusivo appannaggio delle persone che potevano permettersi i servigi dei pittori.
La fotografia si presenta come una scienza esatta, fatta di matematica, di fisica e, almeno un tempo, di chimica. Numeri che si alternano in maniera metodica e precisa, dividendosi nei rami dell’ottica, dell’elettronica, della meccanica dell’informatica. Il fotografo cosiddetto “tecnico” può trovare infinito nutrimento ricercando il “segreto” tecnico professionale in grado di saturare i colori o di espandere la gamma tonale delle proprie immagini. Ma la fotografia può e sa presentarsi come forma d’arte, permette a chiunque, anche a chi i numeri non li sa vedere o capire, di creare opere uniche perché frutto del proprio ingegno anch’esso irripetibile. E’ uno strumento fantastico che sa riprodurre le fantasie oniriche di qualsiasi visionario. E’ un mezzo democratico e populista che permette di esprimere i pensieri e i sentimenti di chi non sa scrivere, le melodie di chi non sa suonare e le luci e i colori di chi non sa dipingere. Al di fuori dell’ambito artistico, la fotografia, ha una grande valenza di ricordo, ancor più del mezzo video sa catturare istanti indimenticabili per fissarli indelebilmente nella memoria.

La fotografia si propone come fenomeno di massa nel XX secolo e, da allora, il fenomeno non si è mai esaurito, anzi, con l’avvento del digitale, l’aumento della qualità media ottenuta e l’apparente maggiore facilità d’uso, hanno sancito un ulteriore exploit dell’antica arte dello “scrivere con la luce”. I produttori hanno cavalcato molto bene la possibilità di fornire apparati tecnologici (apparentemente) in grado di sostituire le nostre (in)capacità tecniche, fornendoci piccoli gioielli tecnologici in grado di mettere a fuoco da soli, scegliere l’esposizione e il bilanciamento colore nell’arco di poche frazioni di secondo. La rincorsa ai miglioramenti tecnici (e quindi incrementi di vendite) non è stata seguita, ovviamente, da una pari crescita della “cultura” visiva. Il nostro modo di scattare foto, e si nota ancora in maggiore misura nei giovani, è rimasto legato al ricordo, al ritratto davanti al vero soggetto, alla mera documentazione rappresentativa (una sorta di prova visiva che possa testimoniare il concetto “dell’Io c’ero”).

Nell’800 erano i cacciatori in africa che si facevano ritrarre davanti alle loro prede, oggi chiunque si fa ritrarre nei più disparati modi per provare di aver vissuto un evento. In pratica stiamo continuando a fare le stesse foto che si facevano nel XIX secolo ma con apparati moderni. Quest’enorme discrasia tra tecnica e contenuto sta accelerando sempre di più, mossa dalla convinzione dei fotografi che migliorando la fotocamera o migliorando l’obiettivo (ovviamente tramite acquisti di prodotti più professionali) si possano ottenere migliori risultati. Convinzione frustrata osservando miseri miglioramenti relegati all’esposizione o alla messa a fuoco ma non nella globalità dell’immagine che, probabilmente priva di contenuti, d’idee o di composizioni azzeccate, continuerà ad apparire vecchia, ripetitiva e noiosa. Andremo alla ricerca di sempre nuovi stimoli esterni per trovare giustificazione all’uso della fotocamera. Poco alla volta utilizzeremo il mezzo solo più in momenti straordinari, eventi particolari o durante le vacanze. Il mezzo digitale ci porterà a scattare un numero esorbitante di fotografie che riempiranno gli hard disk. Ma quest’enorme massa d’immagini sa riprodurre anche l’aspettativa che ogni fotografo pone in esse? La risposta è SI’ se siete fotografi del “ricordo”, cioè quelli che si accontentano d’avere un barlume di bellezza, una fotocopia di ciò che ci ha creato piacevolezza ed emozioni.

Per questa categoria di fotografi è importante l’ottenimento del risultato minimo, cioè una foto riconoscibile, non troppo chiara, non troppo scura e possibilmente a fuoco. Se state leggendo quest’articolo e avete avuto la costanza d’arrivare fino a questo punto la risposta è NO. Per Voi la fotografia, probabilmente, è qualcosa di più di un semplice mezzo di riproduzione. Probabilmente avete intuito le incredibili potenzialità che un tale mezzo è capace d’offrirvi. La comunicazione visiva è più immediata e potente di mille parole. La macchina fotografica, o qualsiasi attrezzatura adatta a riprendere scene quotidiane, non è altro che un mezzo, e come mezzo o attrezzo, potrebbe essere paragonato ai pennelli o ai colori di un pittore, oppure alla penna o a una biro, alla macchina da scrivere o al computer di uno scrittore. A nessuno verrebbe da pensare che il segreto del successo di un artista sia da riporsi nel mezzo che utilizza, invece è un’autentica ossessione per tutti i fotografi (spesso anche i professionisti) pensare che il mezzo meccanico/elettronico possa essere la chiave di volta per un radicale miglioramento delle produzioni fotografiche.

Su questa base crescono la maggior parte degli errori dei fotografi “comuni”, quelli che rincorrono tutte le più moderne tecnologie, quelli che tendenzialmente rimangono delusi o amareggiati dai risultati ottenuti dall’ultima produzione. La soluzione esiste ed è composta da tanta fatica, dedizione e amore verso un’arte o scienza infinitamente grande e indefinibile qual è la fotografia. Tutti i nostri sforzi saranno incentrati su un sapiente equilibrio tra tecnica e creatività, consapevoli che non esiste un’unica ricetta per raggiungere la panacea della bellezza. Non può esistere crescita dividendo i due ambiti. Un buon fotografo non potrà mai sopperire a una mancanza d’idee con la tecnica, sostituire la capacità di creare suggestioni visive con un semplice espediente tecnologico. Nel nostro sito, non limitatevi a cercare i dati tecnici e le critiche sulle ultime uscite di apparati fotografici, leggete e approfondite ciò che troverete negli articoli che mensilmente saranno pubblicati. Mettete in pratica i consigli e partecipate al forum per confrontarvi con altri appassionati o professionisti che possono consigliarvi sul procedere del vostro miglioramento. Fate vivere questo sito diventando voi stessi uno dei mattoni che ne reggeranno la struttura. Buona lettura
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