Richiedi una nuova password
Informazioni sul profilo utente
Gli spazi sono consentiti; la punteggiatura non è consentita ad eccezione di punti, trattini e underscore.
Un indirizzo e-mail valido. Il sistema invierà tutte le e-mail a questo indirizzo. L'indirizzo e-mail non sarà pubblico e verrà utilizzato soltanto se desideri ricevere una nuova password o se vuoi ricevere notizie e avvisi via e-mail.
Informazioni personali
Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
Informazioni privacy
Dichiaro di aver letto e di accettare completamente l'informativa sul trattamento dei dati il contratto d'uso del sito (consultabili qui) e di essere maggiorenne.
Autorizzo ESTREMA srl al trattamento dei dati per finalità connesse al servizio offerto da Fotozona.it, per analisi statistiche e sondaggi d'opinione e accetto di ricevere informazioni promozionali via email.
Ai sensi e per gli effetti degli artt. 1341 e 1342 del codice civile e delle norme del d. lsg. 206/2005 ("codice del consumo"), l'Utente dichiara di aver letto attentamente e di approvare tutte le clausule presenti nel Contratto e, in particolare, gli artt. 3 (Contenuti degli utenti); 4 (Rimozione di materiali immessi, trasmessi, comunicati e/o diffusi dall'Utente); 5 (Obblighi e garanzie rese dall'Utente); 6 (Responsabilità dell'Utente); 7 (Responsabilità di ESTREMA s.r.l.); 8 (Modifiche delle Condizioni);

Lezioni di fotografia

Versione stampabileVersione stampabile

Teoria La fantasia è un soggetto difficile

Di Max Ferrero

Riprendere con originalità anche gli scenari quotidiani non è facile, richiede esercizio per recuperare la fantasia dei bambini nella mente degli adulti che ha dato alle cose i significati convenzionali

IL COLPO DI GENIO E’ RARO - Ogni tanto succede, un guizzo improvviso può catturarci fornendo l'idea e lo spunto necessario per generare qualche cosa di unico, ma è una situazione rara. I geni, quelli puri, vivono questa condizione come se fosse normalità, non si pongono limiti, non viaggiano su traiettorie comuni e il loro pensiero è già di per sé una forma di creazione. Per tutti gli altri, un po' più intelligenti, un po' meno, la condizione creativa generante è un momento sospeso, inatteso, fugace, veloce e rarissimo, purtroppo. Nella nostra intera vita, potremo contare sulle dita delle mani le reali folgorazioni focalizzate, eppure eravamo fantasiosi nella nostra fanciullezza, non si ponevano limiti ai sogni e alle illusioni, è quello che abbiamo appreso, quello che è stato necessario imparare che ha soffocato, poco alla volta, il lato meno pratico e più fantasioso del nostro essere.


Francesca Santoro/Photocity - guardando verso il basso

 

RECUPERARE LA FANTASIA - C'è un metodo che permette di migliorare la nostra immaginazione, passa da un difficile approccio fatto d'impegno e attenzione. Non ci si libera di decine di anni dedicati alla conoscenza tecnica o alla logica, di conseguenza, anche la creatività fotografica ha bisogno di essere ricondizionata e liberata.
Ci ha bloccato qualche cosa di concreto? Oppure è stato qualcuno che, attraverso metodologie crudeli e impositive, ci ha obbligati a rientrare in un progetto di subordinazione di massa? Un po' tutte e due, ma soprattutto siamo stati noi ad aver accettato le regole per non venire esclusi dall'aggregazione nella collettività.

UN ESEMPIO PRATICO - Prendete un oggetto in mano, il primo che trovate accanto a voi, esso ha una forma e siete in grado di descriverla, ha sicuramente una funzione e quel ruolo l'avete appreso attraverso un passaggio di esperienza personale. In questo preciso momento, accanto a me ho un evidenziatore giallo. Nel momento stesso in cui l'ho descritto, avete tutti compreso di quale tipo d'oggetto sto parlando e quale sia la sua funzione. Non ho detto pennarello, matita o colore, ho pronunciato la parola evidenziatore e questo termine ha descritto automaticamente anche la forma della punta (allargata) e la caratteristica del suo inchiostro (capace di colorare senza coprire le scritte sottostanti). Tutto logico, funzionale, preciso, semplicemente determinato da una serie di competenze che noi tutti abbiamo vissuto in prima persona con un oggetto simile a quello che ho descritto. La fantasia di un bambino, senza alcuna esperienza con l'utensile in questione, lo collocherebbe in ambiti assolutamente personali e soggettivi. A un bambino è permesso, a un adulto molto meno, e allora il nostro desiderio di essere "integrati", la repulsione all'emarginazione ci porta, logicamente, ad accettare tutto ciò che c'è per quello che è o gli abbiamo attribuito di essere. La sana fantasia si accuccia in un angolo, speranzosa che alla fine la si vada a cercare, ma la ritroveremo sempre meno, ogni volta coperta da nuovi strati di polvere elargiti copiosamente dal nostro essere razionali.

TORNARE A ESSERE CREATIVI - Tornare a essere creativi è quindi un percorso, o meglio ancora un tragitto da un punto A, dove la logica permette a tutti di essere compresi e di descrivere cose quotidiane, a un altro B, dove l'immaginazione prende il sopravvento e attraverso l'esperienza dell'essere adulto e senziente è in grado di comunicare l'estro della propria visione anche al prossimo.

"PER ESSERE CREATIVI SERVE UNA DITTATURA" - Date a un adulto la possibilità di ritrarre qualsiasi cosa e mediamente fotograferà un monumento o un paesaggio, con pennello e colori traccerà una linea d'orizzonte e poi collocherà monti alberi e case o, in alternativa, mare nuvole e barche. Imponete alla stessa persona qualche minima regola, molto precisa e costringente, e il suo modo di concepire e realizzare la stessa immagine cambierà radicalmente. L'ideazione scaturirà dall'imposizione piuttosto che dalla libertà di eseguire quello che si vuole. Si diventa più creativi quando qualcuno impone un metodo, meglio ancora con una restrizione, e ancor di più se con un'imposizione tassativa. Le norme le possono decidere i committenti di un lavoro, gli insegnanti di un corso fotografico, ma i migliori "dittatori" siamo noi stessi. Le regole impongono limiti precisi e aiutano a concentrarsi, il tentativo di scardinare le imposizioni, rimanendo pur sempre nelle regole, è anch'essa un'arte di cui noi italiani avremmo lunghi elenchi da esibire.


Laura Capuano/Photocity - guardando verso il basso

 

Se servisse qualche esempio, potremmo imporci di adoperare un obiettivo dalla focale fissa senza mai sfruttare la comodità degli zoom e senza mai cambiare obiettivo (imposizione tecnica), potremmo decidere di scattare sempre e solo in un senso, verticale oppure orizzontale senza mai cambiare il verso per adattarci ai soggetti (imposizione compositiva), si potrebbe persino estrarre casualmente un paio di termini presi a caso dal vocabolario e concentrarsi solo ed esclusivamente su di loro per un'intera giornata fotografica (imposizione concettuale). E' così pieno di obblighi potenziali che anche la loro scelta è un passo verso la creatività.


Giuseppe Carullo/Photocity - guardando verso l'alto

 

"LA VERA SCOPERTA NON E' TROVARE NUOVI ORIZZONTI MA INDIVIDUARE L'INATTESO IN QUELLI GIA' CONOSCIUTI"  - Le fotografie che arricchiscono quest’articolo sono state realizzate attraverso l'imposizione di non fotografare guardando l'orizzonte ma di concentrarsi "verso l'alto", e "verso il basso". Il semplice cambiamento di postura può generare benefiche sinapsi nel nostro cervello e permetterci di vedere il mondo da una nuova prospettiva, ma in questo caso, l'intento era ancora più complesso. L'osservazione verso il basso ha lo scopo di esaltare il nostro lato di "cercatore", stimolare l'attenzione su tutto ciò che ci circonda dando importanza anche alle cose più insignificanti. Si trasformano in soggetti elementi mai considerati degni di attenzione e ciò che si rifiutava a priori acquisisce importanza. Guardare verso l'alto ha lo scopo di esaltare il ruolo di "selezionatore" ponendo classi di gerarchia su soggetti a disposizione dell'interesse di tutti, c'impone di comprendere quale sia il pensiero comune e trarne le conseguenze per trovare delle alternative personali. Ai nostri piedi troviamo le "cose" che tendiamo a evitare; si guarda verso il basso quando si ha paura di cadere, quando si vuole schivare, quando si presentano ostacoli e pericoli. Lo sguardo verso il basso non è mai fotografico perché ai nostri piedi immaginiamo non possa esistere bellezza, ma l'attrattiva in una foto deve essere ottenuta attraverso la suggestione, e tutto ciò che è in basso può diventare fonte d'idee singolari. Verso l'alto, invece, si osserva quando si è felici o mentre si spera di poterlo essere. Chi cerca di catturare una circostanza verso l'alto è perché sta vivendo un attimo di soddisfazione ed è già disposto positivamente verso ogni situazione che si presti a fissare. Proprio perché è un'azione comune e spensierata, il risultato è che si ottengano sempre gli stessi effetti: cieli azzurri, uccelli che svolazzano liberi e felici, architetture storiche o strutture temerarie che affrontano spavaldamente le restrizioni della gravità. Per vedere, osservando in alto, bisogna comprendere quale sia il pensiero collettivo, l'idea scontata di facile e immediata realizzazione, dimenticarla e procedere a cercare qualcos'altro finché si sostituirà il guizzo che nasce dall'istinto con una reale fantasia. Ci sarà bisogno di tempo, di molti scatti e tanta autocritica.


Jessica Croci/Photocity - guardando verso il basso

 

IMPORSI LE REGOLE - Le imposizioni che ci dobbiamo prescrivere per ottenere un'idea creativa devono essere tanto più forti quanto più è semplice lo spunto. All'interno di un reportage di guerra non c'è alcuna restrizione da porsi se non quello di tentare di documentare l'evento tragico per poi riportare a casa la pelle, ma se decidiamo che il soggetto dei nostri scatti debba essere un fiore, ecco allora che per trovare la giusta interpretazione dovremo imporci delle regole rigide, ferree e insormontabili. Potremmo riprenderlo nell'arco di una sola giornata, ritraendolo esclusivamente con luci smorzate, all'interno di spazi disadorni o assegnando al soggetto dei concetti filosofici o metafisici che sublimino la forma del soggetto per giungere al concetto dell'autore.


Bruno Corbino/Photocity - guardando verso l'alto

 

"CI VUOLE UNA MENTE ECCEZIONALE PER AFFRONTARE L'ANALISI DELL'OVVIO"  - Chi urla non sempre ha ragione, però è sicuro che si fa sentire, così anche in fotografia un argomento scottante e forte potrebbe avere maggiori chance di catturare l'attenzione. Per questo motivo siamo sempre alla ricerca del fragore, dell'idea potente o dell'argomento unico, invece lo stupore arriva in maggior misura dall'analisi dell'ovvio, nell'osservare che qualcuno ha avuto la forza di soffermarsi e in silenzio, con pazienza e dedizione ha colto risultati inaspettati e di cui eravamo perfettamente a conoscenza. E' la forza di chi coglie opportunità che erano alla nostra portata, ma di cui non abbiamo colto la reale essenza per frettolosa superficialità o per semplice incompetenza creativa.
Quando si vuole creare non c'è bisogno di esplorare nuovi mondi, è sufficiente guardare quelli familiari con una mente diversa dalla consuetudine: ogni soggetto è valido ed è lì pronto per essere immortalato nella sua breve sequenza temporale, ma ha bisogno di un fotografo che non segua solo i dettami comuni dell'enorme massa di "scattatori compulsivi". Quando questo accade, quando capiremo che non c'è più bisogno d'urlare, allora scopriremo che la forma migliore di comunicazione non è un singolo scatto ma un insieme di concetti ed emozioni disposte su più foto, come una frase che si svela a ogni parola udita.


Nemo Del Conte/Photocity - guardando verso il basso

 

La quotidianità di una foglia secca è ribaltata dalla presenza di un manufatto umano che, inquadrato sapientemente con l'arco che inizia e termina sugli spigoli della foto, capovolge l'attenzione dalla bellezza della natura alle modifiche apportate dall'essere umano sull'ambiente circostante.


Pompeo Bosco/Photocity - guardando verso l'alto

 

Alcune foglie attendono la folata di vento che le staccherà dalla loro condizione autunnale. Il cielo sfuma dolcemente dal chiaro abbagliante a un più gradevole azzurro che rimanda alla rinascita e alla primavera.


Nicola De Stefano/Photocity - guardando verso l'alto

 

Il fotografo cercava la scia dell'aereo ma l'imposizione di superare il primo istinto l'ha obbligato a scegliere delle forme che dessero valore all'intera composizione. Il risultato finale sono diagonali e geometrie che concorrono a "puntare verso l'alto".


Alessandra Pilato/Photocity - guardando verso l'alto

 

Il sole brilla al centro, le gocce di umidità mattutina si adagiano su di un telo di plastica trasformandosi in cielo stellato. Una marcata sottoesposizione trasfigura un comune cielo azzurro nella volta scura di una lontana galassia e la fantasia vola verso di essa.


Tutte le foto dell'articolo sono state realizzate durante un corso di formazione professionale tenuto dal sottoscritto presso lo stabilimento di Parma di Photocity, azienda leader del settore stampa che ci pubblica i lavori dal 2017.

Vota questo articolo:
0
Il tuo voto: Nessuno

Commenti

I tuoi articoli sono sempre

I tuoi articoli sono sempre un semina e un'annaffiata nei terreni brulli del fotografare ma anche di quelli rigogliosi e verdeggianti...

Ritratto di ANGEL.ABBOTT008
di ANGEL.ABBOTT008

Iscritto dal 28 dicembre 2010

Grazie Angel!

Grazie Angel!

Ritratto di ironwas
di ironwas [maestro]

Iscritto dal 17 novembre 2009

Bravo Max! ...è sempre un

Bravo Max! ...è sempre un piacere leggerti! ;-)

Ritratto di aesse
di aesse

Iscritto dal 18 novembre 2010

Magazine

MAGAZINE

Corel PaintShop Pro 2020
Corel PaintShop Pro 2020,...
Ogni aggiornamento porta maggiore rapidità di...
Leggi tutto »
Motorola One Action
Motorola One Action,...
Formato 21:9 e fotocamera ultra wide permettono di...
Leggi tutto »
Altri articoli

Magazine

MAGAZINE

filtro nd manfrotto
Filtri Manfrotto
Il digitale imita l'effetto dei filtri colore, ma...
Leggi tutto »
Sony NEX-F3
La nuova mirrorless Sony d'ingresso fa un bel...
Leggi tutto »
Altri articoli

ULTIME DEL FORUM

Il Maestro

Maestro è il termine comunemente usato su FZ per
Leggi tutto»

Caricamenti

Buongiorbo. Perdonate il fuori tema. Non riesco a
Leggi tutto»

Fotografia o ritocco?

Secondo voi, dove finisce la fotografia quando si fa
Leggi tutto»

Dubbi o conferme?

Ciao a tutti, é un po' di tempo che non scrivo qualche
Leggi tutto»

Altre dal forum

Lezioni di fotografia

LEZIONI DI FOTOGRAFIA

dare carattere a una foto (foto di Max Ferrero)
Fotoritocco Dare carattere a una foto
Come lavorare con i Livelli di Photoshop per
Leggi tutto »
Foto di Max Ferrero
Tecnica Il reportage e la storia per immagini
La valutazione di quattro maestri sul lavoro di alcuni
Leggi tutto »
Altre lezioni di fotografia

Mostre ed eventi

MOSTRE ED EVENTI

Olivo Barbieri, Adriatic Sea (dancing) people 2015
dal 14/09/2019 al 06/10/2019 Voghera Fotografia, sei storie di transiti
Sei sono i progetti principali attorno a cui si
Leggi tutto »
Joan Fontcuberta – Gibellina Selfie,© Gibellina PhotoRoad 2019
dal 26/07/2019 al 31/08/2019 Gibellina PhotoRoad, 35 mostre per raccontare la finzione
Seconda edizione dell’evento in una location
Leggi tutto »
Altre Mostre ed Eventi

n/d