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Lezioni di fotografia

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Teoria L'esposizione: seconda parte

Di Max Ferrero

Cos'è e come si misura: vantaggi e svantaggi dei diversi metodi; il live view

DEFINIZIONE BASE - L'esposizione fotografica è il risultato dell'intensità luminosa per il tempo cui è sottoposto il sensore della macchina fotografica. L'intensità luminosa è regolata dall'apertura del diaframma e il tempo dall'otturatore.
Esposizione = Intensità x Tempo   E = I x t
Se sostituiamo i valori generici con quelli della macchina, la formula sarà: E = f/ x T


Foto: © Lodovico Ludoni/Fotozona

 

È possibile ottenere la medesima esposizione variando i due fattori facendo sempre in modo che all'aumentare di un fattore ci sia una proporzionale diminuzione del secondo. Cambiare i parametri NON produrrà la medesima fotografia (non stiamo tenendo conto della differente profondità di campo o del mosso), ma riprodurrà immagini dalle luminosità simili. Parafrasando con un giochetto matematico, si potrebbe osservare che per ottenere il valore numerico 10 si possono sommare due numeri di volta in volta diversi: 2+8 - 5+5 - 4+6 e così via. I numeri possono cambiare ma il totale rimane costante.

 Foto: © Lugrent/Fotozona

 

L'esposizione, quindi, è quella somma d'intensità luminosa che permette di ottenere fotografie corrette dal punto di vista delle luminosità cioè senza sovraesposizioni (zone troppo chiare e illeggibili) o sottoesposizioni (zone troppo scure e poco visibili).
Il valore dell'esposizione corretta è anche influenzato da un terzo parametro: gli ISO. Essi definiscono la sensibilità del sensore/pellicola alla luce. Questi tre parametri, fondamentali per la perfetta esposizione, possono essere impostati nel corretto modo utilizzando dispositivi specifici chiamati esposimetri. Gli esposimetri non sono altro che dei sensori in grado di misurare l'intensità luminosa traducendo, per il fotografo, i valori di flusso luminoso (misurati in lux o in lumen) in valori di diaframma e tempi d'esposizione. Questi apparati di misurazione luminosa sono tarati su un parametro "convenzionale", cioè su di un valore intermedio individuabile nel Cartoncino Kodak al 18% di riflessione.
 


Foto: © Max Ferrero    Sotto la targhetta sono posti due cartoncini grigio Kodak

UN ESEMPIO - Facciamo un esempio pratico: all'interno di una scena reale non c'è un solo grado di luminosità, esistono oggetti sottoposti alla luce diretta e altri in ombra, alcuni al buio totale altri parzialmente illuminati da riflessi o diffusioni varie. Su quale di queste luminosità dovremmo porre la massima attenzione? Per il momento la risposta è fidarsi della misurazione esposimetrica della fotocamera che esegue una misurazione generale della scena e la pone in relazione ad un valore medio (il grigio al 18% appunto) in grado di fornire la miglior percentuale di successo. Come detto, si tratta di una mediazione e non tiene conto di situazioni difficili, con aree di luci e ombre molto sproporzionate.


Foto: © Mauro Trolli/Fotozona

 

Riprendendo una scena comune con alte luci e ombre, l'esposimetro della fotocamera misurerà l'intensità luminosa generale fornendo un'esposizione (suggerita) sufficientemente precisa per la riproduzione della scena originale. Se invece avessimo intenzione di scattare una foto con prevalenza di tonalità scure la macchina fotografica trasformerà quelle stesse tonalità scure in grigi medi al 18%, sovraesponendoli. Viceversa, misurando un'area molto luminosa l'esposimetro sarà falsato da quest'apparente eccesso luccicante e tenderà a sottoesporre la scena, procurandoci un grigio medio al 18% che sostituirà i bianchi. Solamente la grande esperienza dei fotografi e il progresso tecnologico hanno saputo limitare il margine di errore ben presente nelle apparecchiature di pochi anni fa, facilitando la vita dei fotografi ma rendendoli succubi dei facili perfezionamenti.

LUCE INCIDENTE E LUCE RIFLESSA - Ci sono due modi di misurare l'esposizione con gli esposimetri: attraverso la luce riflessa (il flusso luminoso rimbalza sugli oggetti da fotografare e colpisce il sensore della macchina fotografica); oppure mediante la luce incidente (l'energia luminosa che raggiunge effettivamente il soggetto prima di essere assorbita e modificata dai colori e dalle caratteristiche del soggetto).

 

La misurazione con luce riflessa è il metodo utilizzato comunemente da tutti gli esposimetri incorporati negli apparecchi di riproduzione visiva: macchine fotografiche, telecamere, cellulari. È comodo perché permette di compiere la misurazione della luce "in camera" senza doversi spostare dal punto di ripresa. È soggetto a notevoli errori perché subisce il grado di assorbimento luminoso dei soggetti ripresi.

 

Se fotografiamo una scena con illuminazione costante dovremmo, in teoria, avere la medesima esposizione per ogni oggetto. Con la misurazione esposimetrica a luce rilfessa si avranno, Invece, letture diverse a seconda se il soggetto si disporrà alternativamente su sfondi scuri o chiari. Questo fenomeno è dovuto ai differenti gradi di assorbimento luminoso apportati dalla scena presente alle spalle del reale soggetto. Un esempio comune a migliaia di scatti è il tipico controluce: il soggetto in primo piano riceverà solo una porzione della luce, ma l'intensità luminosa proveniente alle sue spalle sarà preponderante nella misurazione esposimetrica. Tali conseguenze ci faranno ottenere uno sfondo corretto e un soggetto scuro e irriconoscibile.

Un esposimetro a luce incidente non si fa ingannare dagli sfondi perché non tiene conto dell'assorbimento luminoso o delle luci provenienti da tergo, misura solo la luce che colpisce il soggetto. Questi esposimetri sono manuali, cioè staccati dagli apparati di riproduzione e devono essere posti sul soggetto con la "cupola" del sensore rivolto verso il punto di ripresa da cui si eseguirà lo scatto.  Già dalla descrizione operativa si può intuire che sono dispositivi dediti a un uso professionale, particolarmente indicato per chi lavora in studio o che hanno bisogno della massima precisione esposimetrica anche in condizioni luminose estreme, senza esigenze di velocità operativa come nel caso di fotoreporter o di "street".
La cupola dell'esposimetro è una superficie parzialmente trasparente in grado di catturare i raggi luminosi anche laterali e calcola automaticamente il 18% di riflessione cui abbiamo accennato. È sicuramente il metodo di misurazione più preciso e affidabile in condizione di luminosità controllata e bilanciata. Vedremo più avanti che possono esistere scene in cui anche un esposimetro manuale non è in grado di dare misurazioni certe e precise al 100%.

LA TECNOLOGIA CI VIENE IN SOCCORSO - Negli anni, i produttori di macchine fotografiche hanno tentato in tutti i modi di ovviare alle citate problematiche della lettura esposimetrica a luce riflessa. Pur non trovando una soluzione universale e totale al fenomeno, hanno comunque saputo ridurre notevolmente l'incidenza degli errori di misurazione. Le tecnologie più avanzate a disposizione del fotografo sono da ricercare nei menù personalizzabili per la lettura esposimetrica. Le misurazioni disponibili sono, solitamente, quella a Misurazione ponderata al centro, Spot, Multizona/Valutativa e Parziale.


Foto: © Luca Scaramuzza/Fotozona

 

La Misurazione ponderata al centro è la più antica tra quelle disponibili sulla fotocamera. La lettura standard sulla riflessione al 18% è misurata con prevalenza al centro e in maniera parziale nel resto dell'inquadratura. Questa misurazione è stata la prima introdotta nelle fotocamere con tecnologia TTL (throught the lens, attraverso le lenti). Da questo metodo sono nati i successivi, più progrediti e di maggiore affidabilità. Nonostante le varie imprecisioni cui può essere soggetto, funziona ancora bene in quelle situazioni in cui un soggetto centrale si stacca dallo sfondo. La misurazione ponderata considererà maggiormente il soggetto centrale facendosi influenzare solo parzialmente dalle luminosità dello sfondo.

 

Valutazione: Sconsigliato per chi è agli inizi, utilizzabile in particolari condizioni luminose in cui lo sfondo ha luminosità molto diverse dal soggetto principale.


Foto: © Lodovico Ludoni/Fotozona

 

La misurazione Spot è la più precisa in assoluto ma è anche la più complicata da comprendere e applicare. La misurazione della luce avviene solamente in una piccola zona del mirino, tendenzialmente nel punto di messa a fuoco. Se ciò che misuriamo ha una superficie riflettente del 18% o simile (come nel caso del cartoncino Kodak) la precisione di questo sistema sarà paragonabile alla misurazione degli esposimetri manuali a luce incidente. Se disgraziatamente, ciò che stiamo misurando non è pari alla riflettanza del citato cartoncino, allora il risultato sarà sicuramente sbagliato con errori proporzionali alla differenza di luminosità con il parametro di riferimento. Se vogliamo adottare questo metodo di misurazione, dobbiamo munirci del cartoncino Kodak e disporlo sempre sul soggetto che intendiamo misurare, oppure, dobbiamo imparare a utilizzarlo con il metodo del sistema zonale di Ansell Adams applicando le opportune modifiche per il mondo digitale.

 

Valutazione: Sconsigliato a tutti quelli che leggendo il capitolo dedicato al sistema zonale non riusciranno a comprenderne l'aspetto tecnico e le potenzialità creative.


Foto: Carezza Sera © Roberto Orlando/Fotozona

 

La misurazione Valutativa o Multizona è quanto di meglio possa offrire la tecnologia moderna. La macchina suddivide l'inquadratura in varie zone e assegna a ognuna un sensore di misurazione. Il metodo di misurazione di ogni singola zona è simile a quella della misurazione ponderata al centro, ma, essendo applicata a più aree, risulta maggiormente precisa e funzionale. La precisione del metodo è strettamente legata al numero di zone controllate e al microprocessore interno della macchina che ha il compito di elaborare tutti i dati e agli algoritmi applicati per interpretare i dati. Aumentare il numero delle zone da controllare impedisce che una singola area possa alterare la misurazione generale della luce, più aree ci saranno, più il calcolo diventerà complicato ma minuzioso. Diventa necessaria un'alta potenza di calcolo: difatti, le macchine di prima fascia professionale, si presentano tutte con doppio processore. L'algoritmo della fotocamera e il database interno con l'archivio delle possibili situazioni luminose permettono alla fotocamera di superare i classici errori da controluce o con presenza di forti sbalzi luminosi tra sfondo e soggetto. Molte di queste tecnologie sono sotto segreto industriale e solo il costo della macchina fotografica è indice di maggiore o minore precisione del calcolo di misurazione.

 

Valutazione: consigliato nella maggior parte dei casi, metodo di misurazione obbligatorio per chi non ha ancora dimestichezza con il cartoncino grigio e misurazioni incidenti. Purtroppo non è infallibile, ha solo ridotto la percentuale di errori e ha la brutta abitudine di assuefare chi ne sfrutta le potenzialità. Si consiglia di controllare sempre il risultato a monitor, se non dopo ogni scatto, certamente dopo ogni situazione di cambio di luminosità.


Foto: © Pierlorenzo Marletto/Fotozona

 

La misurazione Parziale è un ibrido tra la ponderata al centro e la spot. L'area di misurazione è maggiore rispetto alla spot ma esclude totalmente le aree laterali.

 

Valutazione: più che sommare i meriti di due metodologie di misurazione diverse, esalta le manchevolezze dei due sistemi. Con gli altri tre metodi è già ampiamente possibile affrontare un gran numero di condizioni esposimetriche diverse. Non fossero sufficienti, allora si dovrebbe passare a metodi più professionali di misurazione.

IL LIVE VIEW - La nuova frontiera per la corretta esposizione si avvale delle fotocamere con tecnologia Live View in grado di riprodurre a monitor la pre-visualizzazione del risultato finale. È quindi possibile osservare direttamente, nel mirino laterale o in quello oculare, se l'esposizione che stiamo scegliendo ci darà risultati corretti o errati. Le macchine mirrorless utilizzano tutte questa tecnologia e hanno abbandonato la classica visualizzazione ottica.


Foto: © Max Ferrero

 

Bisogna ammettere che con i mirini digitali (live view) la vita del fotografo è stata facilitata portando anche i professionisti ad avvalersi delle tecniche di semplificazione che da alcuni anni erano a esclusivo appannaggio dei fruitori di cellulari o fotocamere "entry level". Il lato debole di questa tecnologia è la tendenza a consumare molta più batteria delle fotocamere classiche.
La qualità del monitor, soprattutto rispetto a quello oculare, sarà inferiore, la tendenza del nostro cervello a migliorare le immagini ci impedirà di vedere i piccoli errori d'esposizione sempre pronti a tendere un agguato sullo scatto più bello.
Una soluzione generale a tutti i problemi elencati è la lettura e comprensione dei dati forniti dal grafico chiamato istogramma.

...continua

 

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Commenti

e vai, un altro capitolo per

e vai, un altro capitolo per avvicinarsi alla meta..bello questo articolo e mi piace che ad ogni tipologia di misurazione segua la parte "valutazioni" nella quale vengono spiegati i consigli per farne buon uso

Ritratto di scaraluca
di scaraluca

Iscritto dal 08 marzo 2013

Questi commenti danno ancora

Questi commenti danno ancora più significato al titolo "libro insieme"!

Ritratto di ironwas
di ironwas [maestro]

Iscritto dal 17 novembre 2009

e se tramite FZ si riuscisse

e se tramite FZ si riuscisse ad organizzare anche una "MOSTRA TUTTI INSIEME" con l'aiuto di qualche sponsor?..e con il tempo si potrebbe creare una specie di spazio espositivo con marchio registrato aperto ad ogni genere di utente; con tutta sta voglia di pubblicare selfie o scatti eseguiti per surclassare i veri maestri sai quanta gente farebbe la coda con la speranza di farsi notare? uno spazio espositivo dove tutti possono esporre le proprie opere (ovviamente facendo pagare cifre popolari perchè altrimenti non si andrebbe da nessuna parte)..forse sto solo farneticando neh..cerea!!! :-)

Ritratto di scaraluca
di scaraluca

Iscritto dal 08 marzo 2013

Potrebbe essere un'idea

Potrebbe essere un'idea interessante, da fare direttamente a Milano che su queste cose ha fascino da vendere.

Contatta direttamente Giulio Mandara che fa parte della redazione!!!!

Ritratto di ironwas
di ironwas [maestro]

Iscritto dal 17 novembre 2009

Mi piace questa idea, chissà

Mi piace questa idea, chissà che col prossimo anno non si riesca a farla.

Ritratto di giordano349
di giordano349

Iscritto dal 22 novembre 2013

E io giro la mail....

E io giro la mail....

Ritratto di Giulio Mandara
di Giulio Mandara

Iscritto dal 01 febbraio 2010

Grande Giulio!

Grande Giulio!

Ritratto di ironwas
di ironwas [maestro]

Iscritto dal 17 novembre 2009

e io ho già inviato la mail a

e io ho già inviato la mail a Giulio!

Ritratto di scaraluca
di scaraluca

Iscritto dal 08 marzo 2013

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