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Lezioni di fotografia

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Tecnica Equilibri, pesi e misure

Di Max Ferrero

A partire dalla percezione che abbiamo degli spazi all'interno dell'inquadratura, alcuni accorgimenti per rispettare, o se è il caso stravolgere, l'ordine e le priorità nella lettura dell'immagine

 


foto: © Agnieszka Slowik-Turinetti

Composizione centrata e simmetrica. L'equilibrio centrale della bambina che osserva l'aereo rende tutta la fotografia bilanciata e piacevole. L'aereo o la sua parvenza come tale è perfettamente proporzionato con i lati d'ingresso e di uscita delle ali. L'osservatore immagina l'aereo e la bambina immagina chissà quale sogno fanciullesco. Siamo proiettati in un'azione che non si vede, ma si percepisce ugualmente e direttamente.

La visione che abbiamo delle foto, non ce ne rendiamo conto, è influenzata in modo sensibile dai bordi dell'immagine. Senza accorgercene, ai lati sinistro e destro diamo una valenza d'inizio e fine, mentre ai lati superiore e inferiore assegniamo una funzione di peso: ciò che va verso il basso è pesante, al contrario, ciò che si proietta verso l'alto, è leggero e impalpabile.  Quando osserviamo una semplice foto, che sia a monitor o stampata su carta, il nostro cervello comincia a elaborare un impianto visivo molto articolato, basandosi su informazioni semplici e incomplete a due dimensioni. Sembra quasi che una buona fotografia, per quanto difettosa, possa entrare nell'immaginario collettivo con una facilità superiore a qualsiasi altra forma di creazione visiva. La foto riesce a essere esaustiva ma anche evocativa, informa ma ha bisogno di un cervello in grado di completarla. Può capitare di osservare immagini dalla semplicità disarmante e chiedersi: "Perché mi piace"? La risposta è data proprio dalle strette limitazioni che la fotografia impone a se stessa: un solo istante in una piccola porzione di spazio. Purtroppo non saper cogliere l'istante o inquadrare male l'attimo catturato significa perdere la magia dello scatto, complicare la lettura dell'osservatore e lasciarsi sfuggire l'attenzione di chi guarda e vorrebbe apprezzare.

 


foto: © Luca Scaramuzza

Il palazzo massiccio e pesante poggia sul fondo della composizione. Il palo, che di sua natura non è proprio così vaporoso, appare leggero e filiforme pendendo dall'alto come un lampadario, slegato da qualsiasi orizzonte terreno.
La perfetta diagonale sullo spigolo sinistro suggerisce una particolare cura nella scelta compositiva giustificando perfettamente la tendenza della foto a esaltare le fughe prospettiche dovute all'inclinazione verso l'alto della macchina fotografica.

 

IL PESO FOTOGRAFICO DEL CONCETTO - Quando parliamo di peso, non ci riferiamo solamente a un discorso "reale" di massa o gravità. Il peso fotografico dipende da moltissimi fattori, alcuni in relazione con l'esperienza diretta della vita reale, altri imposti dal fotografo attraverso degli espedienti tecnici e compositivi. È ovvio pensare che a un oggetto grande sia logico assegnare una valenza di pesantezza, ma con i dovuti accorgimenti questa sensazione può essere attenuata o incrementata.
 


foto: © Agnieszka Slowik-Turinetti

Nella foto che proponiamo come esempio, la Mole Antonelliana riesce a essere alleggerita perché posta al centro dell'inquadratura, luogo di massimo equilibrio statico. La sua forma filiforme si contrappone all'orizzontalità del tetto diventando il fulcro della stessa fotografia. Ne esce leggera, centrale e unico soggetto dell'intera composizione.

Potremmo dire che il peso fotografico dipende in modo direttamente proporzionale dall'importanza dell'oggetto. Ancora meglio potremo dire che il peso è tanto maggiore quanto più un oggetto si trasforma in soggetto. Il soggetto principale di una foto avrà sempre maggior peso rispetto agli altri, che siano soggetti secondari oppure oggetti presenti nella composizione. La formulazione e l'importanza di un soggetto avvengono attraverso alcuni parametri di riconoscimento:

  1. La figura umana, facilmente riconoscibile, diventa per l'osservatore uno specchio di se stessi. Fornisce misure, distanze e paragoni. La forma umana, in fondo la prima che abbiamo osservato all'atto della nostra nascita, è la massima forma di attrazione per uno sguardo.

 


foto: © Alessandro Andreucci

Tutti gli oggetti sono visualizzati in secondo piano rispetto alla doppia figura umana. Quella del manichino sovrasta quella "reale" perché messa in risalto dalla maggiore luminosità. L'illuminazione, a parità d'importanza, sottolinea il vero soggetto mettendolo in risalto. Un po' come a teatro, quando per evidenziare il personaggio principale si usa il fascio di luce concentrato chiamato "occhio di bue" o seguipersone.

 

  1. Il bianco e il chiaro in genere si associano all'etereo, al leggero e all'intangibilità. Le forme nere o scure sono materiche e pesanti. Il chiaro è tendenzialmente associato allo sfondo lo scuro al soggetto.


foto: © Angelo Abate

Il tramonto, con tutto il suo carico di enfasi cromatica, diventa sfondo alla presenza delle due figure umane anche se in silhouette.
Nonostante non ci siano posture o posizioni esaltanti, la composizione è piacevole perché facilmente leggibile.

 

  1. Il colore è decisivo per la definizione di peso. La forza dei colori è tendenzialmente soggettiva, ma è indubbio - soprattutto nelle frequenze legate al rosso - che alcuni colori sono universalmente più forti di altri. Sia per collegamenti concettuali alla vita reale (sangue - fuoco) sia per motivi fisici (il rosso è più visibile e forte in presenza di nebbia o forte foschia).


foto: © Alessandro Landozzi

La mancanza di un vero soggetto individuabile porta l'osservatore a basarsi completamente sul colore rosso vibrante. Il peso emotivo del colore è bilanciato dalla luminosità del sottopassaggio. Il nero in primo piano, sovradimensionato rispetto al resto, appare equilibrato e utile grazie alla presenza della luminosità cromatica che diventa perno dell'intera foto.

  1. Quando in una foto c'è una preminenza di elementi uguali, a evidenziarsi è il particolare che si stacca dalla massa. Sembra quasi che non sia il bello ad attrarci ma il diverso, la rottura, lo stacco netto e diretto alla monotonia. Ad attribuire un peso non è la percentuale di spazio occupato ma la differenza con la massa identica.


foto: © Roberto Orlando

Un piccolo segno grafico rosso immerso in un mare di verde diventa l'elemento significante di tutta la foto, nonché il segno per distinguere cosa il fotografo abbia ritratto: due fanali di stop riflessi su di una strada sotto la pioggia incessante

 

IL PESO FOTOGRAFICO DELLA POSIZIONE - Detto e spiegato quali possono essere i concetti che "appesantiscono" un elemento visivo, ora dobbiamo parlare anche dell'equilibrio che ne consegue se essi sono posti oppure no nella giusta e corretta posizione. Se una sola area della fotografia è "riempita" da elementi che hanno un peso, la foto appare squilibrata. Se in un'area della fotografia appaiono elementi inutili o di disturbo alla composizione, s'inseriscono dei pesi anomali che sbilanciano l'osservazione dell'immagine e quindi la sua lettura.


foto: © Mauro Trolli

Le silhouettes si staccano nettamente dallo sfondo intenzionalmente chiaro e sovraesposto. La figura imponente del primo albero si frappone tra noi e il sole come un abbraccio protettivo che impedisce all'astro di abbagliarci totalmente. La sua figura, leggermente inclinata verso destra, è perfettamente bilanciata da altri due alberi più distanti e piccoli che si inclinano in posizione contraria all'attore principale della scena. Gli alberi che si poggiano su una sottilissima striscia di terra rimangono leggeri e mistici, non si appesantiscono eccessivamente, lasciando anche al cielo un minimo d'importanza, osservabile anche dal tono grigio chiaro.

 


foto: © Salvatore Giordano

L'autore voleva incentrare l'attenzione sui due lampioni sospesi creando una forma di attrazione mediante un equilibrio sospeso ad un filo. I due palazzi sono degne cornici, ma la presenza di un albero e della punta di un lampione, in basso a sinistra, creano uno squilibrio visivo che disturba l'osservazione di tutta la foto.


foto: © Salvatore Giordano

Una prima soluzione può essere quella di adottare un formato 16:9 tagliando l'elemento di maggior disturbo: il lampione. Le frasche dell'albero non sono state del tutto eliminate, ma la loro visione ora ne è limitata. La foto non è perfetta, ma è migliorata decisamente rispetto allo scatto originale.


foto: © Salvatore Giordano

La composizione iniziale è stata completamente stravolta. Con il formato quadrato si è deciso di dare importanza all'elemento che inizialmente sembrava di disturbo. Il lampione bilancia parzialmente la parte sinistra dell'immagine e incrementa il senso d'instabilità dell'unica lampada ora presente nell'inquadratura. Il risultato finale è un equilibrio visivo che tende a esaltare la tensione del filo sospeso senza cercare la simmetria statica presente nelle prime due versioni.

 


foto: © Stefanizzi Fioravante

La figura del bambino, sebbene dipinta e non reale, e l'imponenza del palazzo soverchiano il decollo del velivolo. Nonostante ciò l'aereo riesce a essere visibile e facilmente individuabile diventando protagonista, anche se non assoluto, della fotografia.
Ciò grazie al gioco di rimandi direzionali che i "pesi apparenti" della foto sembrano suggerirci. L'occhio rimbalza velocemente da un punto all'altro dell'immagine trovando il particolare fondamentale che trasforma uno scatto banale in un gioco visivo degno della migliore street photography. Il braccio del bambino rinvia l'occhio verso destra, i raggi del graffito creano movimenti in diagonale che sospingono l'occhio verso l'indicazione del ragazzo o la cima del palazzo. La diagonale del tetto discendente ci riporta alle ali dell'aereo che tenta faticosamente di librarsi da questa costruzione carina e "imprigionante".

 


foto: © Roberto Orlando


foto: © Roberto Orlando
 

Con un piccolo taglio l'autore ha compiuto un ribaltamento di pesi in grado di cambiare lo stesso significato dello scatto. Nel primo, la presenza di un palazzo in stile liberty sul litorale ligure appare imponente e soverchiante. Il gioco di quadruplo orizzonte si perdeva e la nave, anche per una questione di grandezza, non riceveva il giusto valore. Eliminando la villa si assegna un maggior peso alla nave, la simmetria dei pali aggiunge un ordine visivo che sottolinea il gioco del vero orizzonte con quello fittizio del parapetto. La bellezza dei colori e della luce aggiunge il tocco necessario per farne un ottimo scatto.

 

SBILANCIARE PER EQUILIBRARE - L'equilibrio dei pesi permette la creazione di foto che hanno un potenziale di visualizzazione facilitato, non creano tensioni e non sviluppano eccitazioni visive nell'osservatore. Avere una foto equilibrata non equivale sempre ad avere la foto giusta. Sbilanciare ogni tanto l'organizzazione dei contenuti e dei soggetti aiuta sensibilmente a dare dinamicità alle foto.


foto: © Andrea Spera

Le scale sono perfettamente orizzontali, il loro peso è distribuito, omogeneo e statico. La sensazione di pendio veloce è dato dalla posizione dei piedi che, oltre ad essere leggermente mossi, sono sbilanciati in modo deciso sulla sinistra della foto. Il cervello assegna a questa scelta una sensazione di squilibrio che anima l'immagine rendendola viva e in continuo cambiamento.

 


foto: © Pierlorenzo Marletto

Un prato in discesa riesce a comunicare la sua pendenza con piccoli e sagaci accorgimenti. Nella foto l'autore lascia due porzioni di ombre per dare le prime indicazioni; sceglie un prato con motivi grafici ondeggianti e utilizza un albero in grado di spezzare la monotonia della texture ma anche per suggerire e rilevare la pendenza attraverso la sua stessa inclinazione e la posizione decentrata a destra. L'occhio sembra scivolare verso il basso creando una sensazione che avremmo provato nella scena reale. L'albero posto al centro avrebbe distrutto l'interesse ricercando un equilibrio inutile.

 


foto: © Renata Busettini

Il raccoglitore di strada, vero soggetto della foto, diventa solo una fugace figura che attraversa un mondo colorato e fantasioso fatto di graffiti e murales. La fatica del lavoro quotidiano è mosso, sbilanciato in uscita e in direzione controcorrente da destra a sinistra. Tutto diventa più difficile, come la vita stessa dell'abitante della metropoli brasiliana.

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Commenti

Dopo il terzo tentativo, c'è

Dopo il terzo tentativo, c'è lo fatta.:-))

Ritratto di giordano349
di giordano349

Iscritto dal 22 novembre 2013

è bello vedere la "creatura"

è bello vedere la "creatura" che cresce e si trasforma per diventare un vero libro

Ritratto di scaraluca
di scaraluca

Iscritto dal 08 marzo 2013

Si potrebbe dire che il

Si potrebbe dire che il concetto di "peso" è molto legato ai concetti di equilibrio, proporzione, armonia.
Ci vedo un'analogia con gli attori protagonisti, attori non protagonisti, comparse -> scena cinematografica -> dialogo-relazione tra gli elementi-personaggi-soggetti.

Ritratto di ANGEL.ABBOTT008
di ANGEL.ABBOTT008

Iscritto dal 28 dicembre 2010

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