Lezioni di fotografia
Mercoledì 01 settembre 2010
Teoria del colore Il colore: consigli pratici
Di Max Ferrero
Cominciamo, con questo nuovo articolo, ad accennare le prime applicazioni pratiche alla teoria del colore.
Immaginiamo di inserire i colori primari della sintesi additiva su uno spazio bidimensionale e circolare (il cerchio bianco del grafico).

Lo schema dei colori primari della sintesi additiva e sottrativa.
Dividendo i 360° del cerchio avremo i tre colori (rosso verde e blu caratterizzati dalla lettera A) posizionati a 120° ciascuno. La somma a due a due di questi colori determinerà la posizione delle tonalità inerenti alla sintesi sottrattiva (i colori contrassegnati con la S - vedi l'articolo: la rirpoduzione del colore), anch’esse posizionate a 120° tra loro ma a soli 60° dai colori dell’altra sintesi.
Possiamo notare che ogni colore è a 60° dall’immediato vicino ed è distante al massimo 180° dal colore suo complementare (opposto e antagonista). I triangoli servono per contrassegnare le due differenti sintesi.
Due colori complementari tra loro, se utilizzati, si annullano. Spiego meglio, nella sintesi additiva sommando due luci con colori complementari si ottiene il bianco (che non è una tinta ma la somma di tutti i colori) mentre nella sintesi sottrattiva sommando due pigmenti complementari si ottiene il nero (anche questo non è un colore ma la sua mancanza!).

I colori primari e le lori principali combinazioni.
Il grafico, pur nella sua massima incompletezza, ha il pregio di fornirci la disposizione spaziale dei colori primari delle due sintesi e ci fa comprendere come dalla somma delle tinte , a due a due potrebbe permetterci di ricrearne delle altre. Ad esempio mischiando il rosso con il giallo otterremo l’arancione; con il blu e il magenta otterremo il viola; con la somma di blu e cyan riusciremo ad ottenere l’azzurro e così via all’infinito.
Alcuni colori non possono essere rappresentati su questa tipologia di grafico in quanto contengono anche del bianco (come nella "luminosità" del televisore) come il rosa o il lilla, oppure del nero (come nella "saturazione" del televisore) per l’ottenimento di colori come il granata, il blu di Prussia o il verde oliva.
I colori e le emozioni
L’accoppiamento tra due colori complementari, detto anche contrasto complementare, assicura il massimo impatto emotivo. La stessa forte impressione si può procurare attraverso l’utilizzo di colori smorti in contrapposizione a tinte forti e sature. L’accoppiata di queste due tecniche è in grado di attirare immediatamente l’attenzione ma anche di spegnere immediatamente gli entusiasmi se ciò che si propone non ha un livello qualitativo e di gusto pari allo sbalzo cromatico che propone. È un’ottima tecnica per esaltare la trasgressione, la violenza, la passione o qualsiasi emozione che interpretiamo come forte. Un nudo con questa tecnica si presenta crudo, diretto e a volte eccessivo.
Al contrario, l’utilizzo di toni ravvicinati nel grafico (quindi poco distanti a livello di gradi) fornisce un contrasto denominato di qualità. I colori sfumano su se stessi fornendo un’apparenza morbida e mai eccessiva. È la formula cromatica adatta per rappresentare immagini quiete, calme, poetiche o sognanti. Un nudo con queste caratteristiche non apparirà mai volgare, se accoppiato ad un po’ di effetto flou si potrebbe persino fotografare delle minorenni senza mai apparire provocatori. Non è un invito, è semplicemente una constatazione critica su di un autore molto famoso degli anni ’70-’80: David Hamilton.
Colori caldi e colori freddi
Il contrasto caldo- freddo è dato invece dalla diversa interpretazione che il nostro occhio fornisce a determinati colori accoppiandoli a percezioni sensoriali, quali il fuoco o la luce quindi caldi (rosso, giallo) oppure riconducibili al ghiaccio o al fresco della natura (blu, verde).

Colori "caldi" e colori "freddi".
Cambiando leggermente il grafico iniziale abbiamo tracciato una retta di demarcazione che taglia a metà il cerchio su cui abbiamo disposto i colori. Da un lato vi sono i colori freddi, all’opposto quelli caldi. In mezzo, i magenta e i verdi sono colori ambigui o di confine. Essi possono essere freddi o caldi pur rimanendo parte di quella tonalità.
Ad esempio un verde veronese avrà una composizione con alto contenuto di cyan quindi freddo (questo colore è ottenibile con Photoshop creando una tinta dal pannello colore in primo piano e immettendo le seguenti impostazioni sui valori di RGB: 64 – 130 – 109). Osservando i numeri che si presentano sulla griglia del CMYK, noteremo che i valori del Cyan/freddo sono maggiori del Yellow/caldo. All’opposto un verde arlecchino (valori RGB 63 – 255 – 0) con più alte concentrazioni di giallo si presenterà come caldo.
Un contrasto del genere è molto usato per rafforzare la sensazione data dal colore/soggetto rispetto al colore/sfondo. Ad esempio: un piccolo falò all’interno di un’inquadratura con enormi porzioni di colori freddi (potrebbe essere un cielo al crepuscolo) sarà in grado di offrirci una sensazione di calore piacevolmente amplificata.

La finestra di dialogo per la selezione del colore di primo piano in Photoshop.
Per determinare quale sia il colore/soggetto rispetto al colore/sfondo dovremmo aprire un nuovo articolo basato sulle regole compositive; qui ci limiteremo a dire che il colore soggetto, di solito, è quello di minor proporzione staccandosi e differenziandosi dall’uniformità del colore/sfondo. In pratica, è sempre il diverso che cattura il nostro occhio.
Nella postproduzione
Conoscere la posizione di una tinta all’interno del cerchio dei colori è molto utile perché ci permette d’individuare il suo opposto, detto complementare.
Prendendo come esempio uno strumento molto potente di Photoshop, Bilanciamento colore, potremo dimostrare come correggere un’immagine che presenta tonalità sbilanciate o con dominanti.

Osservando la prima foto si può notare una dominante calda capace di spegnere la tonalità fredda e intensa della lavanda. Ciò è dovuto al fatto che lo scatto è stato eseguito al tramonto. In questo caso ho ritenuto che la dominante era troppo forte e avevo necessità di attenuarla.
Attraverso l’utilizzo dello strumento bilanciamento colore di Photoshop ho spostato le maniglie del cyan/rosso e del blu/giallo verso le rispettive tonalità fredde, cioè complementari e opposte alle tinte calde che intendevo eliminare. Il risultato finale è stato quello di ottenere un’immagine più fredda e incisiva. La lavanda sembra ripresa con la luce del crepuscolo e le sue tonalità ne sono incrementate.

Ovviamente la corrispondenza con il colore dei fiori “reali” è una pura opinione del fotografo che ha scattato la foto e, senza la presenza di un riferimento come un oggetto bianco, nessun altro rispetto a lui, o a chi era presente nel momento dello scatto, sarà in grado di determinare se la riproduzione dei colori è fedele all’originale o è una pura interpretazione.
Ancora una volta la decisione è stata presa dal fotografo, dal suo gusto personale e da una precisa scelta per ottenere un determinato risultato. Solo chi fa riproduzioni deve essere guidato dalla corretta corrispondenza dei colori. Per tutti gli altri, chi si diverte o chi ricerca foto d’impatto, è molto più importante ottenere la visione attenta di un osservatore, catturandola con interpretazioni, esaltazioni o attenuazioni di colore.
Link interessanti:
Il contrasto di colore attraverso lo sguardo della pittura.
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