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Lezioni di fotografia

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Teoria La bulimia fotografica

Di Max Ferrero

Mai come oggi la fotografia è a portata di mano, fino a fare passare la voglia di creare nuove immagini. Non è un problema di tecnica o digiuno temporaneo. Ma se ne può uscire? Qualche idea ce l'abbiamo...


Al centro c'è il grigio, sia sullo sfondo sia sul soggetto. In quel luogo il cerchio si perde, si confonde con il tutto ed è la zona in cui tutti ci ammassiamo con i nostri scatti... pochi li vedono, nessuno li ricorda

 

VERO O FALSO? Una notizia dell'anno scorso (2017) girava sui social affermando che il numero degli scatti realizzati nel 2016 erano superiori a tutte le foto scattate nei 190 anni precedenti. Quest'affermazione potrebbe essere interpretata in due modi differenti: 

  1. I fake su internet girano a quadrupla velocità rispetto al reale. Come avranno mai potuto calcolare il numero di scatti realizzati nell'era digitale, un conto sono le foto pubblicate ma quelle mai esposte o condivise come si contabilizzano? E poi, soprattutto, com'è possibile essere precisi sui dati mondiali di produzione fotografica nell'era analogica quando gli scatti rimanevano chiusi nel cassetto come una reliquia a eterno ricordo di un istante vissuto. In pratica era una bufala ma plausibile. Così come non è possibile essere precisi nei dati a favore di una tale notizia, non è ugualmente possibile confutarla completamente. In effetti, la malattia è endemica, gli scatti proliferano esponenzialmente e anche se le foto del 2016 non erano superiori all'insieme degli scatti dei 190 anni precedenti, sicuramente la notizia era parzialmente vera nell'affermare che l'escalation produttiva d'immagini ha raggiunto numeri impressionanti. È consuetudine ormai scattare a qualsiasi cosa come se fosse interessante sapere quale piatto ha cucinato oppure sta mangiando un mio amico remoto di Facebook.

 

  1. È indubbio che questa sconfinata massa di fotografie abbia creato una sorta di "bulimia iconografica" capace di mettere in crisi qualsiasi reale amante della fotografia. Una bulimia capace di generare altri fenomeni prontamente cavalcati dall'industria e dal marketing. La rinascita dell'analogico, delle istantanee stile Polaroid, delle camere oscure veloci ed economiche o della carta agli alogenuri d'argento è il frutto dell'enorme facilità d'uso del digitale, ma anche questa è un'illusione. Una foto brutta non diventa più interessante se fatta analogicamente, come se lo sforzo e le difficoltà tecniche potessero determinare il valore di una foto. Una foto brutta è brutta qualsiasi sia la tecnica usata. La bulimia si ciba della tecnica, è un continuo ingurgitare di tendenze e mode, tanto utile ai produttori quanto frustrante per chi ne subisce le conseguenze. Ho usato il termine bulimia appositamente, non c'è nessun utilizzo improprio. Il termine, dal greco antico (ma guarda caso) significa letteralmente "fame da bue". Indica, nel linguaggio medico, una voracità patologica ed eccessiva, associata a malattie di diversa natura; in fotografia indica l'ingordigia di esibire e di esibirsi attraverso degli scatti più o meno azzeccati, spesso inutili, superficiali, ridondanti e alla lunga indigesti. La bulimia fotografica è una malattia psicologica e molto contagiosa; obbliga a scattare compulsivamente cercando l'assenso comune degli spettatori che a loro volta scattano e si annoiano del già visto. È una fame che non si sazia perché non c'è nutrimento o prodotto che possa dare soddisfazione: c'è sempre qualcuno che fa le cose meglio e qualcuno che ha già fatto le stesse cose prima. Chi rincorre perde puntualmente, naviga senza meta in superficie (riguardatevi l'ultimo articolo del cerchio fotografico), spesso si perde e in quei casi si convince che per migliorare basti un'innovativa fotocamera o un nuovo corso tenuto da un grande fotografo.

 

PROVIAMO A USCIRNE - La bulimia, se vissuta in prima persona, porta all'insicurezza e alla repulsione; se vissuta di rimando, può accompagnarci lentamente a ciò che io ho sempre chiamato CRISI, un punto statico in cui non si riesce più a trovare stimoli, dove la passione scema lentamente fino a raggiungere uno stato anoressico (AN - senza OREXIS - appetito) in cui si perde la capacità di vedere e inventare. Si smette di scattare perché svanisce l'entusiasmo; e non serve una sosta di mesi o anni per ritrovare la passione. Un amore perso non ritorna e non può tornare se uguale a quello che abbiamo lasciato. Le crisi ritorneranno sempre più frequentemente e con sempre maggiore velocità. La cura non è il tempo, non sono i software o le tecnologie che progrediscono, ma una sana pratica di pensiero e cognizione, una lenta rinascita attraverso un percorso in cui io, più che maestro di fotografia sommo sacerdote delle crisi fotografiche, vi accompagnerò passo passo, cercando di rendere il più universale possibile ciò che è e deve essere un viaggio individuale.
Non siete obbligati a procedere in ordine cronologico, scegliete il capitolo che maggiormente v'interessa, provate a immergervi nel racconto e non rinunciate a realizzare scatti con le metodologie proposte. Anche le cose più assurde hanno un principio fondamentale: riabituarci a vedere, addestrarci a immaginare.

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Commenti

Hai toccato punti importanti

Hai toccato punti importanti del fare fotografia oggi, ma non solo del fare fotografia. Credo proprio che siano concetti che possono essere applicati anche in altri campi del vivere.

Ritratto di ANGEL.ABBOTT008
di ANGEL.ABBOTT008

Iscritto dal 28 dicembre 2010

per esperienza mi sono

per esperienza mi sono accorto che quando sono stato sopraffatto dalla noia e dalla ripetitività ho deciso di cambiare..non penso sia una regola generale e nemmeno sono in possesso di significativi dati statistici però, personalmente, ogni volta ho poi ripreso con più entusiasmo e nuovo spirito creativo.
La bulimia è tipica dei nostri giorni, è figlia del benessere e degli anni '80 dove tutti (chi più e chi meno) siamo cresciuti senza ideali ben precisi, nulla ci è stato fatto mancare dei nostri genitori e non riusciamo più ad apprezzare ciò che abbiamo..forse, per apprezzare ciò che abbiamo o che vorremmo, dovremmo vivere senza averlo o senza potercelo permettere!

Ritratto di scaraluca
di scaraluca

Iscritto dal 08 marzo 2013

Hai già trovato uno dei

Hai già trovato uno dei metodi di cura e dal prossimo articolo sarai ispirato di sicuro visto che con l'autoritratto ho dovuto bocciarti!!

Ritratto di ironwas
di ironwas [maestro]

Iscritto dal 17 novembre 2009

Saranno articoli che leggero

Saranno articoli che leggero molto volentieri, visto il mio stallo attuale nel fotografare..
Neanche con l'autoritratto sono riuscito a pubblicare una foto, un po' per poco tempo a disposizione, un po' per mancanza di idee, senza dimenticarci della pigrizia!

Ritratto di SimoneNoX
di SimoneNoX

Iscritto dal 05 settembre 2010

BELLO,BELLISSIMO

BELLO,BELLISSIMO ARTICOLO...LE COSE CHE LEGGO SONO QUASI IN TOTO CIO' CHE PENSO E ...ERO UN FOTOGRAFO AMMALATO DI FOTOGRAFIA...NON C'ERA UN GIORNO CHE NN POSTAVO 3 FOTO QUI E QUA E LA PER IL WEB...SPINTO DALLA MIA RICERCA E DALLA CONDIVISIONE ....MI CI SONO BUTTATO CON TANTISSIME ENERGIE...POI PIAN PIANO SON MORTO...NON HO PIU VOGLIA DI SCATTARE..NN ERA PIU UNA MIA VIA DI FUGA...MI SONO ABBANDONATO ALLA BANALITA' DELLA QUOTIDIANITA'..E SINCERAMENTE? X ORA NN MI MANCA...VOGLIO
FAR QUALCHE MINCHIATA?USO L IPHONE E CI GIOCO...FOTOGRAFIA PORTATILE E FACILE...COME UN PASSATEMPO...VELOCE.. DA POSTARE SU SOCIAL X VEDER L EFFETTO CHE FA...
NON E' UNA CRISI...E' UNA MORTE..MIA..VISIVA
MI PIACE ANCORA SIA CHIARO IMMAGINARE...MA E' MORTA QUELLA VOGLIA DI SCAVARE DAVANTI AL MONITOR,DAVANTI AL MIRINO
NEL MIO CASO MAESTRO NON E' UNA CURA SPECIFICA..LE TUE SONO PASTIGLIE CHE PRESCRIVI
NEL MIO CASO..MAGARI E' ANCHE X QUALCUNO CHE NN VEDO PIU SU QUI E' QUALCOSA DI MENO....PRATICO?
CREDO CHE DEBBA SUCCEDER QUALCOSA DENTRO..CHE NN PUO' ESSER VEICOLATO SE NN DAL NOSTRO INCONSCIO,MAGARI UN EVNTO FORTE,TRAUMATICO...D ALTRONE CREARE E' DOLOROSO...NN HO MAI VISTO ARTISTI FELICI...
MAGARI E' SOLO CAMBIAR ANCORA DENTRO...

STO PENSANDO CHE ADESSO LA FOTOGRAFIA NN E' PIU ..FOTOGRAFIA,MA UN LINGUAGGIO ALLA PORTATA DI TUTTI...SI PARLA CON LE FOTO...E NOI CHE CI SENTIVAMO DEI POETI ADESSO CI SENTIAMO ANALFABETI QUASI....
MAGARI DEVE CAMBIAR LA FOTOGRAFIA X RECUPERARE QUALCOSA IN ME E MAGARI IN ALTRI...
SIAMO AL LIVELLO DI ROTTURA A MIO AVVISO
LA FOTOGRAFIA SI E' ROTTA...SERVE CAPIRE COME METTER INSIEME I PEZZI

Ritratto di vitriol13
di vitriol13

Iscritto dal 23 settembre 2010

La fotografia è un mezzo, se

La fotografia è un mezzo, se reputi che quel mezzo non fa più parte del tuo essere è giusto abbandonarla. Io l'ho fatto per 10 anni ma ogni volta che mi chiedevano che lavoro facessi dicevo... fotografo. Allora era destino tornare sui miei passi, magari cambiando percorso.
Che bello risentirti ogni tanto, devi seguire la tua via, se le mie saranno pastiglie curative sarò felicissimo ma sarei già piuttosto contento se con te facessero da purgante

ahahahah

grande Vitriol!

Ritratto di ironwas
di ironwas [maestro]

Iscritto dal 17 novembre 2009

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