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Lezioni di fotografia

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Tecnica fotografica Il bilanciamento del bianco

Di Max Ferrero

Come la fotocamera digitale interpreta i colori: basi teoriche e applicazioni pratiche

LE DOMINANTI DI COLORE - Come abbiamo spiegato nell'articolo sulla teoria del colore, nella sintesi additiva l'intera gamma cromatica si genera con l'interazione delle tre frequenze RGB (rosso - verde - blu). Se la somma dei tre colori è equilibrata e bilanciata, si otterrà il colore bianco, ma se uno dei tre colori dovesse essere preponderante, avremmo una colorazione predominante che influirà su tutti i toni, rendendosi più evidente nei bianchi. La leggera tinta, che da ora chiameremo "dominante", è determinata da frequenze sovrabbondanti (la dominante assumerà il colore della frequenza cromatica più potente) o da frequenze mancanti (la dominante prenderà il colore complementare della frequenza mancante all'interno della sintesi additiva). Nel primo caso una sovrabbondanza di blu colorerà di freddo tutta l'immagine, nel secondo caso una mancanza di frequenze blu esalterà il colore complementare rosso.


Foto: © Alessandro Andreucci/Fotozona

 

Le dominanti delle scene che fotografiamo sono causate da condizioni luminose sbilanciate. Il sole, ad esempio, pur brillando sempre nello stesso modo, ha delle dominanti calde (con tonalità giallo/rosse) durante l'alba e il tramonto. Lo stesso sole potrebbe emanare luce molto fredda (colori blu/violetto) nelle zone in ombra, in riprese poco prima dell'alba o al crepuscolo.


Foto: © Mauro Trolli/Fotozona

 

L'ESEMPIO DEL SOLE - Il fenomeno della luce calda all'alba o al tramonto è determinato dalla maggiore porzione di atmosfera che la luce è costretta ad attraversare con il sole posto all'orizzonte, con conseguente perdita di trasmissione nelle frequenze del blu e quindi con il rafforzamento del colore opposto, il rosso. Nel caso della luce fredda, l'effetto è provocato dall'illuminazione indiretta, quella che arriva da nord o dal cielo non illuminato dal sole che conferisce quella colorazione blu tipica del cielo, raffreddando il riverbero e anche i colori.

UN “CORRETTORE AUTOMATICO” - Questo fenomeno è continuamente presente nella nostra vita quotidiana ma ce ne rendiamo conto solo nelle condizioni estreme, quelle cioè che sono talmente esagerate da non poter essere ignorate. In tutte le altre circostanze, la visione sarà corretta dal nostro cervello secondo una serie d'informazioni acquisite nella nostra esperienza visiva. Sconfinando brevemente nella semiotica, possiamo dire che un foglio di carta bianco ci apparirà sempre bianco, a prescindere dalla sorgente luminosa, perché il nostro cervello, mischiando l'informazione visiva al concetto di foglio intonso su cui scrivere, eliminerà le informazioni anomale riguardo al suo vero colore.


Foto: © Lodovico Ludoni/Fotozona

 

Per un attento osservatore, la comparazione potrebbe essere l'unica possibilità di capire il fenomeno: ponendo lo stesso foglio, o due simili, in una situazione di doppia illuminazione potremmo verificare sul campo l'effettiva differenza di dominanti cromatiche.

Alle macchine fotografiche, purtroppo o per fortuna, un simile calcolatore visivo non gliel'hanno progettato: bilanciano la luce secondo le specifiche che impostiamo noi oppure con quelle applicate dal costruttore. Spesso sbagliano, ma se succede, è sempre colpa del fotografo che non ha saputo interpretare la scena o non ha usufruito delle corrette impostazioni.

PRIMA DI TUTTO LA TEORIA - Incominciamo a spiegare che la temperatura di colore è espressa in gradi Kelvin con simbolo K. È una scala che rassomiglia alla Celsius, ma lo 0° non indica il punto di congelamento dell'acqua (scala relativa che può cambiare secondo la pressione atmosferica), bensì lo 0° assoluto, cioè il punto in cui gli atomi (teoricamente) perdono ogni attività cinetica.
Lo 0° assoluto è una misura precisa e universale, non cambia al variare di altri parametri e corrisponde a -273,15° C.
In illuminotecnica un "corpo nero" (oggetto teorico fatto di nero puro in grado di assorbire tutte le frequenze di luce incidente) sottoposto a riscaldamento emetterà frequenze luminose con differenti gradi di dominanti riportati dal seguente grafico.

 

A basse temperature l'oggetto nero emetterà maggiori frequenze di rosso per passare al giallo, raggiungere il bianco in prossimità del 5000° K per poi spingersi nella frequenza dei blu a temperature superiori.

IL COLORE DIPENDE DALLA LUCE - Con questo semplice esempio è quindi possibile comprendere che gli oggetti che fotografiamo potrebbero cambiare nei colori a seconda della luce che ricevono. Colori tenui o bianchi assumeranno la tinta della luce che li investe, colori forti saranno accentuati o attenuati a seconda se la luce che li colpisce ha la stessa frequenza d'emissione oppure è complementare. A parte alcuni casi particolari, il fotografo ha la necessità di riprodurre i colori così come l'immaginazione comune li ha memorizzati. Un volto verde o cyano non sarà facilmente accettato se non come rappresentazione di un essere umano malato o dalla salute cagionevole.

 

GRADI K E PRESET WB - In questo grafico possiamo cominciare ad assegnare una corrispondenza tra gradi K e sorgenti luminose. Utilizzare luci con gradi molto distanti dai 5000 - 5500° K equivale servirsi di filtri colorati davanti al nostro obiettivo. Se non si bilancia lo squilibrio cromatico, tutta la scena sarà alterata.
Per equilibrare questi scompensi è possibile impostare il giusto bilanciamento del bianco sul menù delle nostre fotocamere. Una serie d'icone indicano le possibili scene di ripresa. Nel grafico riportiamo, in linea di massima, la temperatura di colore corrispondente a ogni icona.

 

Stabilire il giusto bilanciamento significa indicare alla macchina con quale luce sta scattando; essa provvederà automaticamente a ricalibrare i colori cercando di fornire la massima correzione per ogni situazione. Ovviamente una tale operazione non è per nulla semplice: non solo è necessario ricordarsi le tabelle che abbiamo pubblicato, ma è opportuno allenare l'occhio al riconoscimento immediato della fonte luminosa.

TARATURA MANUALE - Se le impostazioni generiche delle icone non dovessero soddisfare le nostre esigenze, le fotocamere ci offrono alcune altre scelte di taratura:

 

Temperatura colore Con quest'impostazione s'indicano direttamente alla fotocamera i gradi K desiderati. Per poterlo fare in modo efficace è necessario possedere un altro apparato chiamato termocolorimetro. Un misuratore di temperatura di colore piuttosto costoso ad appannaggio esclusivo dei professionisti.

 

La funzione temperatura di colore personalizzata è uno dei migliori ausili che il fotografo possa avere. Essa imposta il corretto bilanciamento calcolandolo su di uno scatto già realizzato. Sarà maggiormente preciso quanto più bianco sarà presente nello scatto di misurazione. Per ottenere un buon risultato basta mettere un foglio bianco nella scena in cui si desidera compiere le riprese. La temperatura di colore personalizzata sarà misurata proprio su quel bianco e tutta la scena sarà bilanciata automaticamente. Con questo metodo non c'è bisogno di conoscere a memoria tabelle e teorie ma la velocità operativa potrebbe essere drasticamente ridotta poiché bisognerà realizzare una successiva misurazione ogni volta che cambierà qualche parametro nella scena (utilizzo di nuove luci, spostamento delle stesse, del soggetto o del fotografo).
L'ultima impostazione è quella più utilizzata dai fotoamatori ma anche dagli stessi professionisti. Si tratta dell'AWB - automatic white balance, bilanciamento del bianco automatico. Tutte le macchine sono impostate di default su questo bilanciamento perché di facile e immediato utilizzo. Peccato che spesso le macchine fotografiche sbaglino e gli automatismi siano fonte di continue delusioni.


Foto: © Lodovico Ludoni/Fotozona

 

Nell'AWB la macchina si comporta esattamente come nell'impostazione della temperatura di colore personalizzata, solo che l'operatore non deve indicare il punto da considerare bianco, lo fa direttamente la fotocamera misurando il punto più chiaro della scena. La macchina fotografica individua il punto più chiaro della scena ripresa e lo considera come se fosse bianco, su di esso farà il bilanciamento azzeccandolo se il punto misurato era effettivamente bianco, sbagliandolo se il punto scelto era di colore diverso.


Foto: © Luca Scaramuzza/Fotozona

MEGLIO IN RAW - Come potete notare, ogni scelta ha pro e contro; non esiste l'impostazione infallibile e solo il fotografo deve determinare la giusta procedura, caso per caso. L'impostazione più comoda (l'AWB) è quella più pericolosa in assoluto perché è ormai prassi comune ignorare la teoria alla base della fotografia e confidare sull'intelligenza artificiale. Se utilizzata senza le opportune accortezze, è sicuramente il metodo più comodo e immediato ma ci procurerà il maggior numero di scatti sbagliati.
Sembrerebbe quindi impossibile poter consigliare un metodo con la certezza matematica che il bilanciamento sia effettuato correttamente. Invece, in questo caso, il metodo c'è ed è pure molto semplice: utilizzare sempre il formato RAW.


Foto: © Andrea Spera/Fotozona

 

Il RAW registrerà il file originale ripreso permettendo al fotografo di scegliere e impostare il bilanciamento del bianco più indicato stando comodamente seduto davanti a un monitor.
Questa metodologia ci eviterà i fastidiosissimi errori di dominanti difficili da correggere in post, ma ci permetterà di meditare con più cura sull'effettivo bilanciamento che desideriamo perché, alcune volte, è meglio decidere di sbagliare per incrementare le sensazioni emotive stimolate da una precisa scelta cromatica.


Foto: © Pierlorenzo Marletto/Fotozona

INTERPRETARE SEMPRE - Per concludere: i colori che osserviamo sono il frutto di un'interazione tra la qualità della luce, che possiede specifiche caratteristiche luminose, e l'oggetto illuminato, che possiede specifiche capacità di riflessione e assorbimento. La realtà che cerchiamo di catturare è un misto complesso di sintesi additiva e sottrattiva. 
A tutto ciò si deve aggiungere l'importantissima interpretazione che ogni autore dovrebbe applicare alle proprie creazioni. Il risultato finale è quella meravigliosa e intricata arte che chiamiamo fotografia, un metodo di scrittura che sembra diretto e immediato ma che per essere sfruttato pienamente ha bisogno di applicazione, conoscenza e metodo.


Foto: © Lodovico Ludoni/Fotozona

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Commenti

ad ogni argomento si aggiunge

ad ogni argomento si aggiunge qualcosa di più come ad esempio la facile lettura e l'assenza di fronzoli letterari che spesso sono belli da leggere ma non aggiungono niente di particolarmente interessante..a meno che si voglia scrivere un romanzo

Ritratto di scaraluca
di scaraluca

Iscritto dal 08 marzo 2013

Anche se un po' a rilento

Anche se un po' a rilento (per colpa mia) il progetto va avanti!! Grazie Luca

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di ironwas [maestro]

Iscritto dal 17 novembre 2009

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