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Lezioni di fotografia

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Fotoritocco Bianco e nero: preparare la stampa

Di Max Ferrero

Adesso che abbiamo affrontato i più importanti metodi di conversione possiamo dire di avere esaurito l'argomento bianco e nero? Ovviamente no. Ci vorrebbe un intero libro per poter dire di avere affrontato quasi tutte le variabili che potrebbero esistere. Ciò che abbiamo accennato in tutti gli articoli che abbiamo pubblicato ha lo scopo di introdurre tutti voi in un ambito di studio e sperimentazione, soprattutto nel momento della conversione.

Ma una volta che abbiamo trasformato i toni a colori in toni di grigio, possiamo considerare terminato il nostro lavoro? La risposta è no. Parafrasando il lavoro che avveniva in camera oscura, ciò che abbiamo spiegato fino a questo punto è lo sviluppo del negativo (la fase fondamentale);ciò che ci apprestiamo a spiegare è la fase di stampa (più creativa, personale e divertente).

FASI OBBLIGATORIE - Come ogni file, anche i bianco e nero appena convertiti potrebbero avere bisogno di correzioni riguardanti esposizione e contrasto (vi rimandiamo agli articoli già pubblicati riguardanti i controlli dei toni denominati “Livelli” e “Curve”). Sicuramente avranno bisogno di correzioni zonali tramite gli strumenti scherma e brucia di Photoshop. L'intento fondamentale che cerco di inculcarvi è che non è detto che un'immagine sia già perfetta nei contrasti e nei toni semplicemente dopo uno scatto e una conversione. Zone di luce o di ombra possono incanalare lo sguardo dell'osservatore verso il soggetto che noi intendiamo mettere in risalto. Certo si tratta di una trasformazione rispetto alla realtà, ma non è certo un'alterazione. In questo caso apportiamo correzioni luminose, non alterazione o manomissione di oggetti ritratti. Per i puristi dell'immagine non ci sarà distinzione tra i due termini ma vi assicuro, fidatevi di chi in camera oscura ha lasciato grandi quantità di tempo, non c'è nulla di nuovo se non la tecnica per ottenere tali risultati.

 

Effetti retrò
Chissà perché, ma il bianco e nero è sempre associato a tecniche antiche, forse perché nato prima del colore e allora si considera arcaico a priori. In questo preciso ambito si trovano sempre grandi nostalgici della vecchia pellicola b/n, tanto che la bistrattata grana o gli effetti di rigatura del negativo o della polvere depositata e fissata sui sali di argento sono un passaggio obbligato per i creativi dell'ultima moda.

1 -EFFETTO GRANA – La grana o granulosità delle pellicole è l'unica cosa che rimpiango veramente del periodo analogico. La sua imprevedibile trama è impossibile da riprodurre con il digitale; vediamo cosa è possibile fare per avvicinarsi un po' a quella trama irresistibile e piena di personalità.

Possiamo ottenere l'effetto grana in molti modi diversi. Ve ne suggeriamo due che danno buoni risultati e sono veloci da apprendere.

a - Sulla foto che abbiamo convertito, applichiamo il filtro aggiungi disturbo (filtri/disturbo/aggiungi disturbo). Impostate la distribuzione gaussiana e applicate, a vostra scelta, il quantitativo di rumore che desiderate attraverso il comando quantità.

2- In alternativa potrete utilizzare il filtro granulosità (filtro/artistico/grana pellicola). Un effetto più complesso del precedente, capace di ottenere effetti più profondi della semplice applicazione di rumore/grana, tramite tre controlli: granulosità, che determina il quantitativo di grana), zona di luce, che incrementa la sovraesposizione nelle zone di luce per imitare la mancanza di trama da parte delle pellicole nelle zone di luce intensa, e intensità, che regola il contrasto generale procurando velature utili nel ricercare effetti di datazione dell'immagine.

Potrebbero presentarsi delle immagini con contrasto che non si addice alle nostre scelte. In seguito potremo sempre applicare un comando curve per riappropriarci di un contrasto soddisfacente.

Come potete notare l'effetto rispetto al primo filtro è più simile all'aspetto delle pellicole ad alta sensibilità in bianco e nero.

PER CHI HA VOGLIA DI MAGGIORE PRECISIONE - Invece di utilizzare questi filtri direttamente sull'immagine provate a utilizzare il comando converti per filtri avanzati (filtro/converti per filtro avanzati). Non cambierete nulla ma consentirete a Photoshop di applicare i prossimi filtri come delle maschere di livello sempre modificabili in ogni istante, almeno finché non deciderete di unire i livelli a lavoro ultimato. Consiglio di non chiudere i livelli e di salvare il file in formato psd oppure in tif. Solo alle foto migliori dedicheremo molto tempo per elaborarle come si deve; quindi manteniamole quindi con i livelli separati per poter compiere successivi cambiamenti e migliorie.

Come potete notare l'effetto rispetto al primo filtro è più simile all'aspetto delle pellicole ad alta sensibilità in bianco e nero.

2- IL VIRAGGIO NATURALE - Il viraggio naturale era dato dal deteriorarsi del supporto (pellicola o stampa su carta) a causa di agenti chimici non rimossi in maniera ortodossa. Le foto non lavate con cura oppure esposte per troppo tempo alla luce del sole diretto perdevano contrasto e, soprattutto, assumevano una tonalità leggermente calda tendente al bruno. Altra caratteristica era la mancanza di uniformità alla trasformazione. Spesso erano i bordi a subire le prime modifiche radicali diventando più chiare ed evanescenti dei toni delle zone centrali della stampa.

Per ottenere un effetto simile ci possono essere decine di vie diverse. Quella che vi propongo è di creare due livelli di regolazione. Create un livello regolazione curve e uno per il livello di regolazione bianco e nero. Su quest'ultimo livello di regolazione spuntate la casella tinta.

La tinta che sarà assegnata di default è ottima per ottenere automaticamente un tono seppia piacevole e naturale. La tinta si può cambiare cliccando sulla tonalità e scegliendo il colore desiderato sul pannello che si aprirà in seguito alla nostra azione.

Sul livello curve applichiamo ora una decisa sovraesposizione; non spaventatevi se l'immagine sembrerà sparire, basterà selezionare lo strumento pennello con una punta morbida e grande, il colore nero su colore in primo piano e spennellare la parte centrale di tutta la foto. Il nero applicato non colorerà l'immagine ma maschererà la sovraesposizione applicata attraverso il livello di regolazione curve. Se sbagliamo a “pennellare” l'immagine potremo sempre correggere l'errore impostando il colore bianco in primo piano e ripassare dove pensiamo di aver sbagliato.


3 - ESCORIAZIONI E SPORCO -  Erano una vera e propria piaga. Le righe si generavano scorrendo i negativi in maniera impropria all'interno dell'ingranditore (escoriazioni nette e distruttive) ma anche all'interno dei contenitori di carta che riparavano i negativi stessi (leggere escoriazioni). Se l'escoriazione, poi, era sul lato emulsione, si ottenevano delle bruttissime righe nere difficilmente ritoccabili. Se il lato rovinato era quello del supporto allora la riga si presentava più chiara e poteva essere ritoccata in stampa con pennello e tanta pazienza. La polvere depositata si eliminava passando il negativo con un panno morbido ma se il granulo si depositava sull'emulsione appena dopo lo sviluppo, ancora umida e instabile, era inglobata all'interno dell'immagine senza possibilità alcuna di rimediare se non con sapiente spuntinatura a stampa avvenuta.

Per ottenere quest'effetto la via migliore è utilizzare una texture e applicarla all'immagine con un livello di fusione sovrapponi (più intenso) o luce soffusa (più moderato). A scelta si potrà attenuare ulteriormente l'effetto riducendo l'opacità del livello.


Ecco la texture adoperata per la realizzazione dell'immagine finale. Trattasi dell'intonaco di una parete, ma può andare bene anche foto di superfici arrugginite o scrostate. 
Cercate sempre texture non uniformi.

In questo particolare frangente è importante il gusto. Non esagerare mai e sperimentare molto.

Consigli di stampa
Le immagini in bianco e nero sono formate (solo) da 254 toni di grigio più il bianco e il nero per un totale di 256 gradi di sfumature tonali. In stampa è possibile, anzi probabile, che tutti i toni in prossimità del bianco e del nero assoluto s'impastino, cioè si confondano in un unico tono estremo. In pratica le nostre stampe analogiche tenderanno a perdere dettagli nelle zone estreme del nostro istogramma. Se qualche particolare importante dovesse trovarsi proprio in quella zona consiglio una piccola modifica da apportare ai nostri file da stampare.

Aprite il comando livelli (ctrl+L oppure immagine/regolazione/livelli), impostate dei nuovi valori sui livelli di output. Per iniziare impostate 10 sul nero e 245 sul bianco. La diminuzione del contrasto dovrebbe compensarne l'aumento in fase di stampa. I valori che vi abbiamo indicato sono da considerarsi solo come un suggerimento. Ogni stampante e ogni stampatore dovrebbero essere provati più volte per trovare il giusto equilibrio.
 

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Commenti

Grazie Max! ...sempre

Grazie Max! ...sempre articoli densi di "materiale", i tuoi! ;-)

Ritratto di aesse
di aesse

Iscritto dal 18 novembre 2010

Da provare senz'altro. Grazie

Da provare senz'altro. Grazie Maestro.

Ritratto di patty56
di patty56

Iscritto dal 15 agosto 2010

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