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Lezioni di fotografia

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Esperienze fotografiche Il "fancazzismo attivo" in fotografia

Di Mauro Villone

Riflessioni di un “quasi ex fotografo” sulle motivazioni per le proprie attività quotidiane e il segreto del successo. Provenienti dall'altra parte del mondo….

PRESENTAZIONE (DI MAX FERRERO) - Mauro Villone è uno di quei fotografi che a pelle, di primo impatto, lo detesti o lo adori. Non è un diplomatico calcolato, piuttosto arriva al dunque senza mezze misure e senza terminologie astratte. Siamo amici da neanche molto tempo e ho sempre apprezzato la sua onorabile modestia (molto sabauda) mista all'innegabile onestà e apertura mentale acquisita in anni d'intensa vita ed esperienze. Quando mi ha chiesto, mesi addietro, di collaborare con lui su un piccolo progetto senza compenso dissi subito di sì: la vita deve per forza essere di più della ricerca del compenso materiale. Quel mio piccolo sforzo ha fatto in modo che la stessa collaborazione, con lo stesso compenso, venisse pubblicata qui da noi su Fotozona. Una forma di restituzione dovuta al rispetto e alla stima reciproca. Mettetevi comodi, leggete l'articolo tutto d'un fiato poi meditateci sopra, come fosse una formula zen della fotografia.

Max 
 


Mauro Villone, Favelas

 

INUTILE SBATTERSI - Una persona che stimo molto, sia sul piano umano che professionale, Max Ferrero, mi ha chiesto di scrivere un pezzo su questo tema per questo sito. Naturalmente la cosa mi ha lusingato.
Sono costretto, per spiegare di cosa si tratta, a rimandare a un articolo sul mio blog personale in cui parlo di questo tema: “Come realizzare qualsiasi cosa senza fare assolutamente niente”. Naturalmente l’ho chiamato fancazzismo attivo poiché è logico che qualcosa si dovrà pur fare. D’altra parte sia l’esperienza, sia i lunghi anni di ricerca autonoma mi hanno portato a rendermi conto di due cose. La prima è che la quasi totalità dei problemi che abbiamo ce li creiamo da soli. La seconda che le cose avvengono poiché devono avvenire e non perché ci affanniamo tanto affinché avvengano. Il discorso è lungo e più serio di quanto possa sembrare, e richiederebbe una trattazione ben più ampia di quella da me dedicata al tema nel mio blog. D’altra parte può essere interessante cominciare ad affrontare l’argomento.
Nel settore fotografico sappiamo come vanno le cose. Come in altri settori della creatività e dell’arte occorre avere fortuna, relazioni, capacità, ma soprattutto essere al momento giusto nel posto giusto. È necessaria anche grande dedizione, ma qui è il punto. Non siamo del tutto in grado di capire a cosa dobbiamo dedicarci. Vorremmo dedicarci ad esprimere la nostra sensibilità, d’altra parte dobbiamo per forza essere molto attenti all’aspetto finanziario. Molto spesso sbattiamo la testa contro il muro a volte per mesi, altre per anni. Lo so per esperienza. Lo sappiamo tutti. Come per qualsiasi opera, purtroppo il mondo del mercato costringe a dedicare molto più tempo alla vendita che alla costruzione creativa. Molti inoltre sono costretti a rinunciare, almeno in parte, alla propria creatività libera, per produrre cose che riteniamo possano interessare di più il mercato.

COLPA E DOVERE NON ESISTONO - Ebbene, mi sono reso conto che dedicare troppo tempo a questo è del tutto controproducente, soprattutto per la nostra vita. Sappiamo benissimo che farci sbattere oltre un certo limite ci rende non più ricchi e più apprezzati, bensì dei mendicanti. Cosa che non meritiamo.
Cos’è che ci mette in queste condizioni? In generale oserei dire, come spiego anche nel mio libro “Il Mistero della Libertà”, che siamo pilotati dal senso di colpa e dal senso del dovere (oltre che, naturalmente, da necessità contingenti). Questi due meccanismi, abilmente sfruttati dal sistema, sono quelli che (in generale, al di là della fotografia e dell’arte) ci fanno fare le vite che non vorremmo, che non sentiamo come nostre.
Colpa e dovere non esistono. Si parla infatti di “senso” di colpa e del dovere. È una sensazione, non una realtà.
Esistono semmai responsabilità, alla quale seguono impegni presi da onorare. Ma il “senso di colpa” è un prodotto assolutamente inventato dalla mente e abilmente sfruttato da secoli per manipolare le persone.
Mi sono accorto, nel corso degli anni, che sarebbe stato molto, ma molto più produttivo per me dedicare il mio tempo e i miei sforzi ad aumentare il mio coefficiente di fortuna, a migliorare le mie relazioni, a liberarmi del senso di colpa e del dovere per fare quello che realmente voglio fare.
I più grandi fotografi, artisti, artigiani, creativi in genere, sono quelli che normalmente non si occupano del loro risultato di mercato o di consenso sociale, bensì quelli che fanno quello che volevano fare fin dall’inizio senza preoccuparsi di altro. Non significa che i bravi venditori non riescano a piazzarsi bene in giornali, aziende e gallerie, bensì significa che chi venditore troppo abile non è, ha la possibilità di vivere meglio preoccupandosi di quello che FA e non di ciò che dovrà vendere. Tutto ciò non significa nemmeno che non esistano rischi e possibilità di fallire. Può succedere eccome.


Mauro Villone, Lapa

 

ACCUMULARE FORTUNA - Personalmente ho ottenuto più risultati nella vita quando mi sono dedicato alla crescita spirituale che non ha piazzare della roba che avevo fatto. È inutile girarci intorno: chi ha fortuna è perché in qualche modo in passato l’ha accumulata. Dobbiamo diventare accumulatori di fortuna e non piazzisti delle nostre opere, le quali, se hanno valore, si venderanno da sole, se non ce l’hanno possiamo fare i salti mortali, ma raccoglieremo solo briciole.
Io ho dedicato gran parte della mia vita, specie gli ultimi 30 anni, alla crescita spirituale. Non sono di sicuro di essere diventato chissà che, ma ho ridimensionato un sacco di cose, a cominciare da me stesso, dando un’enorme importanza alle relazioni familiari e di amicizia. Per il resto provo solo gratitudine per il fatto di riuscire a sopravvivere facendo liberamente ciò che amo. Non dico che tutti siano costretti a fare così, specie se non ne hanno inclinazione, ma occorre considerare seriamente il fatto che i risultati che otteniamo nella vita non sono dovuti solo e principalmente a intrallazzi, capacità e momenti giusti, ma sono soprattutto legati al potere personale. Tutto quello che riusciamo a fare, in ultima analisi, è dovuto al nostro potere personale, nel senso di accumulo di energia interiore.
I sistemi per farlo sono molteplici e vanno dalle discipline orientali a quelle degli sciamani siberiani o indios, dalle tecniche di crescita personale all’analisi psicologica. Avendo dedicato moltissimo tempo a tali tematiche, negli anni sono entrato in contatto con decine e decine di esse. Capisco che tali affermazioni possano risultare di difficile digestione a chi vorrebbe solo produrre arte o artigianato e vivere di quello, ma temo proprio che il punto sia quello della crescita personale.
Negli ultimi trent'anni ho vissuto, per un certo periodo, di fotografia, sia in qualità di fotografo che come produttore di eventi, con un medio successo. Ovvero: poteva andare molto meglio, ma mi ritengo tutto sommato soddisfattissimo dell’esperienza fatta. A un certo punto ho mollato poiché mi interessavano altre cose, anche se ho continuato a fotografare assiduamente (per me e per i miei usi professionali in ambito sociale e di turismo solidale). Da qualche tempo ho abbandonato l’idea di promuovere il mio lavoro fotografico, specie dopo aver autoprodotto un bel libro su Rio de Janeiro le cui cento copie autofinanziate sono lì in un armadio che attendono l’interesse di qualcuno.


Mauro Villone, Favela 11

 

NON DEVO VENDERE PIÙ - Ho preso coscienza del fatto di essermi emotivamente staccato dall’idea di vendere le mie produzioni quando, come magicamente, un’amica grande artista e curatrice di mostre me ne ha proposta una, di grande rilievo e il cui tema è sviluppato sul piano fotografico solo dalle mie immagini, a Trieste. Nel contempo è arrivato a Rio de Janeiro (dove risiedo) un documentarista di Roma che lavora per Rai International per intervistarmi come “fotografo”. Quasi non volevo, preferivo parlare solo in qualità di coach spirituale e organizzatore di viaggi illegali, ma non c’è stato verso, ho dovuto esibirmi come fotografo. Anche per la mostra, cosa della quale sono felice, mi sono trovato leggermente a disagio, poiché l’impegno non è indifferente. È probabile che tutto si fermi lì, ma non si sa mai. Il punto fondamentale è che non mi interessa affatto ciò che succederà, poiché non devo più piazzare niente.


Mauro Villone, Street Art

 

ESSERI DI LUCE CHE DISEGNANO CON LA LUCE - Oggi dedico molto più tempo alla meditazione e all’impegno sociale che al senso di colpa e alla vendita. Un buon pescatore è qualcuno che sa aspettare, non uno che si agita, magari lamentandosi per la carenza di pesce. Le cose arrivano, non occorre corrergli dietro. Accade sempre che i sensi di colpa e del dovere, radicati da secoli, ci portino fuori strada. È per tale ragione che è necessario, se non meditare, dedicare del tempo alla centratura del proprio corpo e del proprio spirito, per cominciare a ricordare chi siamo. Non certo macchine da produzione che devono fare e vendere, e nemmeno mendicanti costretti a sopravvivere. Siamo esseri di luce che, nel caso della fotografia, con la luce disegnano pure. Capisco benissimo che un simile discorso di fronte a chi abbia scadenze finanziarie da onorare possa sembrare ridicolo, ma almeno nel mio caso e in molti altri che ho potuto osservare è proprio così.
La vita, così come quello che abbiamo da esprimere, è immensamente più grande di un fotoeditor antipatico o di un gallerista isterico, o ancora di qualcuno che ci propone di lavorare gratis in cambio di “visibilità”, magari a 60 anni.
Ma le lamentele non servono a niente, sono solo l’agonia dei perdenti. E credere in quello che abbiamo da dire è molto più importante del successo materiale o del consenso sociale che potrebbero anche non arrivare mai. È il nostro appagamento profondo che conta e non può dipendere da fattori esterni più di tanto.
Cominciate a entrare nell’ottica di valere, esattamente come tutti gli altri, molto di più di quanto ci abbiano abituati a credere.

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MAURO VILLONE
È nato a Torino nel 1958. Vive e lavora a Rio de Janeiro e in viaggio. Talvolta torna a Torino.
Fotografo e produttore di eventi e progetti culturali. Dal 1974 si occupa di fotografia, etnologia, antropologia, scienze sociali e della comunicazione.
Dopo gli studi in Scienze della Terra all’Università di Torino, ha lavorato per dodici anni nel settore pubblicitario.
Ha scritto il libro “Il Mistero della Libertà” e scrive su Il Fatto Quotidiano on-line e Karma News. Già blogger per 5 anni su La Stampa.
Nel 1995 ha fondato l'Associazione "Gente della Città Nuova" con l'obbiettivo di dedicarsi professionalmente alla diffusione dell'intercultura in Italia, con particolare riguardo a fenomeni come i diritti umani, i movimenti religiosi e il dialogo interetnico.
Ha collaborato per diversi anni con la Fondazione Italiana per la Fotografia. Per dieci anni ha prodotto rassegne fotografiche da egli stesso ideate, come “Fotografia al Femminile” e “Turin Photo Festival”.
Ha collaborato con l'Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro, con FotoRio e con l’Università di Torino, con enti pubblici e aziende private, tra le quali Ferrari e Eataly.
Oggi dirige la ONG Para Ti di Rio de Janeiro (www.parationg.org) e svolge ricerca da diversi anni nel settore etnoculturale e dello sviluppo spirituale.

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Commenti

la vita non ha la possibilità

la vita non ha la possibilità di ristampa..giustamente, impariamo a viverla senza tante attese e/o pressioni perchè non possiamo fare rewind e ri-iniziare da capo.
E imparare a viverla credo che significhi anche insegnare che esistono quelle cose che ci hanno insegnato a chiamare Sconfitte..ma la sconfitta è solo il risultato di una parte di vita vissuta, non è la fine della guerra ma solo la conclusione di una battaglia.
Bene, dopo questo lampo di filosofia spicciola da osterietta di paese torno a godermi il gusto della vita.

Ritratto di scaraluca
di scaraluca

Iscritto dal 08 marzo 2013

A prescindere dalle foto

A prescindere dalle foto (tutte belle) i concetti espressi colpiscono. Complimenti.

Ritratto di roma131
di roma131

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